di Marco Dell’Aguzzo –
Tijuana, Bassa California, ha vissuto due settimane sotto il segno del macabro. Dal 13 maggio la bella città costiera è stata infatti interessata da numerosi ritrovamenti di teste mozzate: le ultime due, chiuse in delle buste di plastica, sono state localizzate appena una settimana fa, giovedì 21 maggio. Le teste sono spesso accompagnate da messaggi scritti: il 13 maggio scorso, ad esempio, all’interno di un congelatore che ne conteneva due, erano stati posti dei cartoni di colore verde firmati “CAF”. La sigla sta per Cartello Arellano Félix (o Cartello di Tijuana), considerato negli anni ’80 uno dei gruppi criminali più feroci e potenti dell’intero Messico, assoluto dominatore del traffico di droga anche oltre la frontiera americana (era responsabile addirittura del 40% di tutta la cocaina che circolava negli Stati Uniti); l’organizzazione, ora ridotta ad ombra di un grande nome, vide diminuire drasticamente il suo potere e la sua influenza a seguito dell’arresto del suo fondatore, “El Padrino” Miguel Ángel Félix Gallardo, nel 1989, e di buona parte della famiglia Arellano-Félix.
Tijuana, data la sua vicinanza con gli Stati Uniti d’America, è il sogno di ogni organizzazione che aspira al narcotraffico oltre-frontiera: non a caso era il corridoio di contrabbando preferito dal Cartello di Sinaloa, che lo sfruttò abbondantemente a seguito del declino del Cartello di Tijuana, suo storico rivale.
Quelle teste e quei messaggi lasciano supporre una riorganizzazione del Cartello Arellano Félix (o quantomeno di una cellula derivata), che avrebbe di fatto, se l’interpretazione è corretta, già lanciato la sfida a Sinaloa. Bisognerà vedere da che parte si schiererà il Cartello Nuova Generazione di Jalisco, o CJNG (il cartello attualmente più potente in Messico, che opera principalmente nella parte occidentale del paese), che lo scorso 5 aprile aveva annunciato il suo ingresso, arrivando perfino a rivendicarne il possesso, a Tijuana con una serie di striscioni in cui affermava di voler muovere guerra a tutti quei gruppi di criminali che martoriavano i cittadini con rapimenti ed estorsioni (questo travestimento da ‘paladino del popolo’ è una tecnica che il CJNG ha già adottato in passato per assicurarsi il sostegno delle masse contro il cartello nemico degli Zetas).
Quegli striscioni recavano, oltre alla ben nota sigla CJNG, anche l’inedita firma ‘CTNG’, ovvero ‘Cartello Nuova Generazione di Tijuana’. Si tratta del nuovo nome adottato dai riorganizzatori del Cartello di Tijuana? Indica un’allenza col CJNG? Vedremo. Di certo, per la città di Tijuana non si prospettano purtroppo tempi tranquilli.
Twitter: @marcodellaguzzo
