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In Messico, circa 58mila donne hanno subito violenze nel giro di un anno e mezzo e hanno cercato aiuto presso le autorità, ma solo il 7% di loro ha beneficiato di una tutela: lo rivela un’inchiesta pubblicata dall’Osservatorio nazionale dei reati contro le donne. I dati rilevano che in Messico persiste la regola dell'”impunità e della mancanza d’azione delle autorità per garantire la protezione delle donne vittime di violenze”, prevista dalla legge, secondo lo studio intitolato “Ordinanze sulla protezione in Messico: donne vittime di violenza e assenza di accesso alla giustizia”, realizzata tra il gennaio 2011 e il giugno 2012. L’organizzazione ha ottenuto risposte da 21 Stati sui 27 (il Messico ne conta 31 e il distretto federale messicano, che comprende gran parte della megalopoli di Città del Messico) sollecitati per ottenere delle informazioni sulla base dei registri ufficiali.
Ci sono anche alcuni Stati che non hanno emesso alcuna ordinanza di protezione: nello Stato di Puebla (centro), dove sono stati registrati 6.237 casi di violenza contro le donne, i responsabili hanno spiegato di non avere ordinato misure di protezione perchè le “vittime non le hanno richieste”. In altri nove Stati, gli ordini di protezione sono stati avviati, ma in un numero molto inferiore ai fatti di violenza segnalati. Ad esempio nel distretto federale (Città del Messico), sui 15.276 reati, sono state prese solo 564 misure di protezione, ovvero il 3,6% del totale, mentre nello Stato di Chihuahua, nel nord, su 7.342 denunce di violenza, le autorità hanno adottato appena 7 misure di tutela (lo 0.1%). In altri otto Stati, tra cui quello del Messico, dove il numero di violenze contro le donne è molto elevato, lo studio ha rilevato un numero molto basso di procedure per proteggere le vittime.
