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Intervenendo al convegno “L’Italia e la costruzione europea”, organizzato a Roma dalla Fondazione Craxi, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni ha osservato che la questione dell’immigrazione sarà un’emergenza per l’Europa per i prossimi vent’anni, la quale va affrontata con consapevolezza, con “una medicina per l’Europa stessa”, e non limitandosi “ad un aiutino all’Italia”.

Gentiloni ha quindi sollecitato un maggior ruolo politico dell’Europa unita sul tema ed ha puntualizzato che “Se questo ruolo e questa dimensione non si esercita sulla grande emergenza dei prossimi 20 anni, su un fenomeno permanente come quello dell’immigrazione, dove l’esercitiamo questa funzione politica?”.

“Il problema della migrazione – ha continuato il ministro – va gestito, non potendo essere risolto, e ci sono tante cose da fare da paesi d’origine fino ad accoglienza. Ma il punto è se l’Europa è in grado di battere un colpo. Se lo fa, dimostra di avere una vitalità su cui investire. Se non lo fa vuol dire che purtroppo la via del declino è molto molto pericolosa”.