di Mariarita Cupersito –

Si è svolto nella giornata di ieri lunedì 9 febbraio, nella splendida cornice di Palazzo Clerici a Milano, l’incontro organizzato dall’ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale con l’ex Segretario di Stato Usa e direttore della CIA Mike Pompeo.

L’incontro si inserisce nel tour promozionale della sua autobiografia dal titolo “Mai un passo indietro. In lotta per l’America che amo”, edita in Italia da Liberilibri.

I dietro le quinte degli anni più turbolenti della recente politica estera americana e i faccia a faccia con leader come Kim Jong-un, Vladimir Putin e Xi Jinping fanno da sfondo al libro di Pompeo, che ha ricoperto alcune delle posizioni più influenti della politica estera degli Stati Uniti, prestando servizio prima come Direttore della CIA e poi come Segretario di Stato nella prima amministrazione Trump. Dalle missioni segrete a Pyongyang alla liberazione di ostaggi americani, dalle trattative sul nucleare iraniano agli accordi di pace in Medio Oriente, vengono rivelati episodi mai raccontati e le scelte difficili che hanno segnato la carriera dell’ex Segretario di Stato, per cercare di difendere la sovranità, la sicurezza e i valori della sua nazione.

L’incontro nel capoluogo lombardo ha registrato il sold out e ha visto Pompeo discutere di politica estera e sicurezza globale alla presenza di una selezionata platea di politici, giornalisti ed esponenti del mondo della cultura.

Durante il suo intervento, l’ex Segretario di Stato ha preliminarmente diviso il mondo in buoni e cattivi, da intendere come discrimine tra società civili o meno, evidenziando quanto gli Stati Uniti abbiano bisono dell’Europa.

“I cattivi potrei elencarli molto velocemente: Russia, Cina, Iran, Venezuela, Corea del Nord. Questi sono i cattivi. E i buoni devono schiacciare i cattivi. Noi, gli Stati Uniti, non possiamo farcela da soli. Siamo un grande Paese con un’economia enorme e un popolo forte, ma non possiamo farcela da soli. Abbiamo bisogno dei nostri amici europei”. In risposta a chi tra il pubblico evidenziava come fosse riduttivo distinguere tra buoni e cattivi, Pompeo ha ribattuto che in Cina nessuno avrebbe la libertà di alzarsi in piedi per dissentire e che questa è “la grande differenza tra noi e loro”.

Non sono mancate accuse a Xi Jinping in relazione alla pandemia da Covid: il virus è “fuggito accidentalmente” dal laboratorio di Wuhan, in Cina ed è stato solo un “pessimo sviluppo di armi biologiche e un errore” ma ” è stata una scelta intenzionale” mettere “un gruppo di persone malate su un aereo per Milano” uccidendo “10 milioni di persone”.

In merito ai recenti episodi di violenza a Minneapolis che hanno visto coinvolte le forze dell’ordine, Pompeo ha dichiarato che “le Nazioni hanno il diritto di decidere chi può entrare o meno nel proprio territorio. Quello che è successo a Minneapolis è il risultato di politiche migratorie sbagliate”.

In relazione al conflitto russo-ucraino, l’ex Segretario di Stato ha dichiarato che “Vladimir Putin non prova nemmeno lontanamente abbastanza dolore” per le sanzioni contro la Russia. “Non ritiene ancora il costo eccessivamente alto” e pensa che “il vantaggio di continuare questo conflitto sia a suo favore. E che alla fine, gli Stati Uniti d’America o l’Europa si stancheranno e lui sarà in grado di completare il compito”.

Pompeo prosegue affermando che a Puntin l’Ucraina non basterà. “Vuole vuole sedersi dietro la scrivania dei leader dell’Estonia o del leader della Lituania o della Moldavia e completare il compito in Georgia. Ha una grande ambizione. Ho passato un po’ di tempo con lui. Crede con tutto il cuore che questi luoghi facciano parte della Russia”, ha dichiarato.

“Putin sta facendo morire di fame i bambini ucraini mentre noi siamo qui seduti oggi. Non bisognerebbe colpire i civili russi, ma il loro complesso militare-industriale, la loro infrastruttura energetica, la loro infrastruttura bellica, tutte raggiungibili, attaccabili. Potremmo farcela e iniziare a colpirli. E non credo che questo spingerebbe Putin a fare qualcosa di cui tutti si preoccupano, dal momento che è una nazione dotata di armi nucleari. Penso che la minaccia di usarle sia solo una una sua buffonata”.

A proposito dell’Iran, l’ex Segretario di Stato ritiene che stia attualmente vivendo un momento simile a quello in cui è crollato l’Urss. “Questo è il momento, proprio come quando è caduta l’Unione Sovietica; questo è il momento in cui il regime è molto debole. I suoi alleati, Hezbollah, Hamas, le milizie irachene sostenute dagli iraniani, tutti nel loro momento di massima debolezza”, ha dichiarato.