di Stefano Parisi –
Sembra destinata a concludersi nel breve termine la lunga trattativa per l’acquisto della “Vladivostok” classe Mistral, la prima (con consegna prevista entro questo mese) delle 4 portaelicotteri d’assalto anfibio che nel 2011 la società francese Dcns si era impegnata a costruire per la Marina militare russa.
In uno scenario da Guerra Fredda come quello attuale, però, il finale potrebbe rivelare delle sorprese. Da diverso tempo infatti Stati Uniti e Ue fanno pressioni: nel maggio di quest’anno il Congresso aveva chiesto all’allora segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, di comprare le navi per conto della Nato e due settimane fa la stessa Assemblea ha rinnovato la richiesta al nuovo segretario generale, Jens Stoltenberg. Sul fronte Ue le cose non sembrano andare meglio, in quanto al termine della riunione dei ministri della Difesa europei il vice primo ministro polacco ha fatto sapere di sperare “che la Francia prenderà una decisione, basandosi sugli interessi della sua presenza nell’Alleanza Atlantica”.
Tuttavia la Francia non sembra voler rinunciare alla vendita, anche per la penale che si vedrebbe costretta a pagare in caso di mancata consegna alla Marina russa. Nei giorni scorsi infatti, dopo le dichiarazioni dell’ex premier francese Nicolas Sarkozy che ha detto di “trovare inaccettabile che il contratto sia stato congelato immediatamente prima del vertice della Nato su richiesta del presidente degli Stati Uniti” e che “La Francia deve decidere da sola quello che deve fare, non in base ai desideri di soggetti stranieri”, e dopo che il quotidiano francese “le Figaro” ha condotto il proprio sondaggio (degli oltre 111.000 lettori il 60% era favorevole per la vendita alla Russia e il 40% contrario), il presidente francese Hollande si è subito affrettato a dichiarare che prenderà le decisioni “senza alcuna pressione, in base a due criteri: gli interessi della Francia e la valutazione della situazione”.
I marinai russi intanto, a dispetto di quanto hanno sostenuto alcuni media francesi, continuano il loro addestramento per la gestione della nave nel porto di Saint-Nazaire, come ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri francese Romain Nadal.

