di Belkassem Yassine –
È morto di cancro negli Stati Uniti il 69enne Mohamed Abdelaziz, vero nome Ahmatou Oueld Khlili Oueld Mohamed Bachir: originario di Marrakesh, è stato per 41 anni leader del Polisario (Liberación de Saguia El Hamra y Río de Oro) e presidente dell’autoproclamata Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, di fatto in territorio algerino.
Sotto la sua direzione il movimento separatista ha ricevuto sostegno soprattutto dall’Algeria, ma in pochi anni i campi di Tindouf, dove vi sono circa 20mila sahrawi e, come ha spiegato al nostro giornale l’ambasciatore Hassan Abouyoub, gli altri sono “sharawi algerini, arabi del Mali e membri di una popolazione mauritana che vanno e vengono”, sono divenuti ricettacolo di criminalità e si è parlato persino di interazione con in gruppi terroristici, del fenomeno dei bambini soldato e di traffici criminali di ogni genere. Vi è inoltre la comparsa del radicalismo islamico in contrapposizione con la laicità del Polisarto, per cui vi è una crescente presa di distanza nei confronti del movimento separatista specialmente dai giovani dei campi.
In passato vi sono state accuse di deviazione degli aiuti internazionali, ovvero di sottrazione delle risorse inviate dall’Unione Europea, come ha denunciato l’Olaf (Ufficio antifrodi della Commissione europea). In pratica i contribuenti europei inviavano aiuti per 150mila persone, contro i 90mila effettivi, dei quai sahrawi marocchini molto meno.
Con gli anni Mohamed Abdelaziz è parso agli analisti come uno strumento nelle mani di Algeri, la quale lo utilizzava in funzione degli atavici dissidi con il Marocco. Forse per questo si può dire che la sua scomparsa non cambierà di molto le cose, e che chi gli succederà continuerà ad essere una pedina in mano degli algerini.

