di Valentino De Bernardis –

nyusi felipeContinua il bilanciamento dei poteri, fra le diverse anime e correnti, all’interno del partito di governo Frelimo. Durante la sessione ordinaria del Comitato Centrale è stato eletto alla testa del partito l’attuale presidente della repubblica Pilipe Nyusi, a seguito delle dimissioni dalla carica dell’anziano (72 anni) ex leader Armando Guebuza.

Il cambio della guardia è avvenuto in linea con la tradizione interna al Frelimo, per cui le cariche di presidente della Repubblica e presidente del partito devono essere raccolte da un’unica persona, in modo da evitare possibili diarchie interne, potenzialmente lesive all’azione politica dello stesso.

Forse è proprio in tale motivazione che va ricercata la decisione di Guebuza di anticipare di ben due anni la scadenza naturale del suo mandato (prevista per il 2017), e di mettere a tacere le voci contrastanti che lo volevano prima come grande burattinaio di Nyusi, e poi come personaggio ombra del panorama politico mozambicano, intenzionato solo a riappropriarsi del potere, anche a costo di una eventuale scissione del partito. Difatti l’unico altro caso di “coabitazione” si era presentato dopo le elezioni del 2004 con la vittoria delle elezioni presidenziali dello stesso Guebuza, l’uscente Joaquim Chissano, con quest’ultimo che tenne la carica di presidente del Frelimo per qualche mese prima di dimettersi nel marzo 2005, per non alimentare possibili conflitti interni.

Sebbene la votazione a scrutinio segreto del Comitato Centrale abbia visto Nyusi ottenere quasi il 99% delle preferenze (186 voti a favore, due schede bianche ed una nulla), oggigiorno l’unione del partito si può definire tutt’altro che granitica. Le prime crepe si erano già avute nel marzo 2014, quando il Comitato Centrale aveva designato Nyusi (supportato da Guebuza) candidato unico del partito alle elezioni presidenziali di ottobre, dopo un duro testa a testa con l’ex primo ministro e ministro delle finanze Luisa Diago (supportata da Chissano), nonostante quest’ultima godesse di una forte popolarità.

Dato un tale quadro politico, il compito che si trova ad affrontare Nyusi è quindi tutt’altro che facile, impegnato su due binari paralleli, che spesso si vanno a sovrapporre, di rafforzare l’unità del partito e il lungo percorso di pacificazione del Mozambico.

Il primo banco di prova è rappresentato dai rapporti con la Renamo, il maggior partito d’opposizione da sempre in lotta con il Frelimo per il comando del paese.

L’accordo raggiunto con Afonso Dhlakama, il 9 febbraio 2015, per la fine del boicottaggio degli 89 deputati al parlamento e i 294 consiglieri provinciali rappresenta chiaramente un buon inizio, ma renderlo operativo rimane un obiettivo alquanto difficile da raggiungere. Le maggiori difficoltà riguardano l’implementazione dell’accordo riguardante la concessione di una maggiore autonomia alle sei province dove la Renamo ha ottenuto la maggioranza dei voti (Sofala, Manica, Tete, Zambezia, Nampula e Niassa). Non tutti i parlamentari del Frelimo si trovano concordi nella concessione promessa alla Renamo, specialmente perché questa potrebbe andare a minare l’unità territoriale del paese, e mettere l’opposizione in una posizione di vantaggio nelle regioni attualmente più ricche di risorse naturali.

A tal proposito, l’aver riportato le istituzioni e del partito sotto il diretto controllo di un’unica persona potrebbe aver privato i detrattori di Nyusi interni al Frelimo di una importante carta da giocare nel breve termine, ma con altre pronte ad uscire dal mazzo nel medio-lungo.

Nella foto: Pilipe Nyusi

@debernardisv