di Marco Paganelli

Nuovi scenari da guerra fredda. L’Alleanza Atlantica ha reso noto nelle ultime ore che suoi aerei militari, cioè una squadriglia di caccia F – 16 portoghesi, hanno intercettato sul Baltico nei giorni scorsi sei bombardieri nucleari russi (quattro TU – 95 e un paio di TU – 22 M) nello spazio aereo internazionale e uno nella zona di identificazione.

La Nato ha definito quanto sta avvenendo un’”attività significativa” del Cremlino; dall’inizio della crisi ucraina l’organizzazione ha intercettato circa 400 velivoli militari di Mosca ovvero il 50% in più rispetto a quelli del 2013.

Un funzionario degli Stati Uniti citato dalla tv “Cnn” ha comunicato che durante lo scorso fine settimana una dozzina di aerei militari russi partiti da Kalinigrad, tra cui bombardieri e aerei cisterne per il rifornimento in volo, hanno attraversato i cieli del Mar Baltico sottolineando come queste manovre siano state seguite molto attentamente da Washington in collaborazione con i suoi alleati svedesi e finlandesi.

Il portavoce del Pentagono John Kirby ha affermato sabato scorso in un comunicato che ci sono stati “significativi voli russi” nella regione che “non fanno nulla per allentare la tensione” anche se “non fanno suonare le campanelle d’allarme della Nato”.

Secondo il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeinde Zeitung”, che ha citato l’agenzia di stampa russa Itar Tass, le forze russe hanno testato nuovamente nelle scorse settimane più volte alcuni missili intercontinentali Bulawa.

Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, in un’intervista al settimanale tedesco “Blid”, ha cercato di minimizzare tutto ciò sostenendo che “non è certo qualcosa che porta a sdrammatizzare” ma neanche a sopravvalutare.

Il suo omologo russo Sergej Lavorv ha ricordato però che il suo paese risponderà in modo adeguato allo scudo antimissile americano che sarà dislocato prossimamente in Europa.

Il clima tra Vladimir Putin e l’Occidente è sempre più teso ma potrebbe mutare positivamente anche grazie all’accordo raggiunto da lui col governo di Kiev sullo scambio del gas e del carbone unito a quello inerente al cessate il fuoco stipulato tra il presidente Poroshenko e i leaders separatisti della parte orientale del suo paese.