di Guido Keller –
La cosa era stata annunciata ieri ed è destinata ad aumentare le tensioni fra l’occidente e la Russia in un momento in cui la situazione è già delicatissima: nel secondo giorno di vertice a Bruxelles, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha ufficializzato l’invito al Montenegro dei ministri degli Esteri dei paesi membri ad aderire all’Alleanza Atlantica. Tecnicamente ci vorranno 18 mesi perché la cosa si concretizzi e che il Montenegro diventi a tutti gli effetti il 29mo paese membro della Nato.
Il premier montenegrino Igor Luksic ha oggi spiegato che potrebbe innescarsi un effetto a catena, “un impatto su tutti i paesi vicini, sia quelli che aspirano ad entrare nella Nato, sia quelli che ancora esitano”. Difatti Bosnia, Macedonia, Georgia e Ucraina hanno già espresso interesse ad aderire all’Alleanza, mentre Croazia e Albania hanno già fatto il passo nel 2009. Anche Stoltenberg ha oggi dichiarato che “La porta della Nato è aperta” anche per Bosnia Erzegovina, Georgia ed ex repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) il cui cammino per l’ingresso rimane per il momento bloccato. Per cui “Faremo tutto quello che è possibile per aiutarli a raggiungere questo obiettivo, giudicando ogni paese candidato sui propri meriti e li incoraggiamo a continuare lungo il cammino delle riforme”.
Per Luksic l’entrare a far parte della Nato rappresenta un’ulteriore spinta nel processo democratico del paese ed è “un passo importante per la stabilità dei Balcani”.
Vista da Mosca l’iniziativa della Nato rappresenta l’ennesimo schiaffo da parte di un’Alleanza militare, la quale sta di fatto sta accerchiando la Russia. E’ vero, il Montenegro ha preso parte agli impegni in Afghanistan e ha collaborato attivamente con la Nato in diverse attività, ma la stabilità dei Balcani che dovrebbe conseguire, secondo Luksic, all’iniziativa di oggi, è tutt’altro che reale. Per i ministri degli Esteri della Nato il blocco sovietico è finito, piaccia o non piaccia a Vladimir Putin, e la Russia non ha il monopolio sui paesi dell’Europa orientale.
Tuttavia i dissapori sono evidenti e sanno tanto di Guerra fredda i cui effetti si colgono nelle strategie geopolitiche ancor più che nei rapporti bilaterali: da tempo Mosca denuncia il graduale accerchiamento da parte della Nato, e l’occidente ha gelato i rapporti con la Russia a seguito dell’annessione della Crimea. Da notare che questa ospita la base della Flotta del Mar Nero, che la Russia dovrebbe lasciare nel momento in cui l’Ucraina, unita alla propria penisola, entrasse nella Nato.
Tuttavia guerre come quella della Siria e sanzioni come quelle comminate alla Russia sono precise scelte strategiche che hanno dei costi prima di tutto sulle popolazioni coinvolte in modo diretto, ma anche effetti spiacevoli sulle economie dei paesi occidentali e sulla quotidianità della gente comune.
Alla notizia dell’invito rivolto al Montenegro, Mosca ha parlato di “un errore, una grave provocazione”, ed il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov,non si è risparmiato ed ha parlato di “misure di ritorsione” da parte della Russia.

