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È caos in Nepal dentro e fuori il parlamento, dove l’opposizione maoista denuncia da giorni il tentativo della maggioranza di approvare la nuova Costituzione senza averne i voti necessari.

Alla camera sono volati microfoni e scarpe fra i deputati di entrambi gli schieramenti, fino a che il presidente dell’assemblea, Subash Nembang, si è trovato costretto a sospendere la seduta notturna, voluta per rispettare i tempi di approvazione della riforma.

Nembang ha quindi affermato che “Se i partiti politici non sono in grado di rispettare l’impegno preso con la gente, non potranno mai fiducia in noi”.

Fuori dalle mura del palazzo si susseguono manifestazioni e scioperi da giorni, e le autorità hanno schierato oltre mille poliziotti a difesa del Parlamento.

L’entrata nella politica istituzionale dei maoisti risale al 2006, gesto che ha messo fine ad un’insurrezione durata decenni e che ha visto 16mila morti; tuttavia persistono le difficoltà di introdurre la ristesura della Carta costituzionale che darebbe maggiore stabilità al paese proprio a causa dell’opposizione maoista.

Il Nepal conta 30 milioni di abitanti abitanti, ha un Pil di 18 miliardi di dollari ed è una repubblica federale parlamentare, con presidente Ram Baran Yadav e Primo ministro Sushil Koirala.