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Dopo che domenica il premier israeliano, probabilmente per mettersi di traverso alle trattative sulla Siria in corso a Ginevra, ha ribadito con forza che le Alture del Golan “rimarranno per sempre nelle mani di Israele” e che per questo sarebbe disposto a muovere una nuova guerra, la Pesc Federica Mogherini è intervenuta per dire che “L’Unione Europea riconosce Israele entro i suoi confini del 1967, qualunque siano le affermazioni del governo israeliano, perlomeno fino alla conclusione di un accordo definitivo”.

Le Alture del Golan, essenziali per il controllo strategico dell’area ma soprattutto perché lì originano le acque del Giordano che alimenta il lago di Tiberiade, sono una porzione di territorio siriano occupato nel 1967 da Israele, con la Guerra dei Sei Giorni. La regione misura 1.800 chilometri quadrati, è amministrata da Israele, che la occupa militarmente, ma sono presenti i Caschi blu della missione Undof,1.223 uomini provenienti da sei paesi (India, Fiji, Filippine, Irlanda, Paesi Bassi e Nepal).

Ufficialmente le Alture del Golan sono sempre state reclamate dalla Siria, ma le opposizioni hanno accusato al-Assad padre e figlio di aver avuto un atteggiamento blando sulla questione.

Nonostante questo è capitato lo scorso anno che i militari israeliani sparassero dalle Alture sui regolari siriani messi sotto il fuoco dei ribelli nei pressi del valico di Qunaytra, mentre il 24 agosto 2014 elementi jihadisti hanno sequestrato 43 Caschi blu delle Figi per farne ostaggi, poi rilasciati il mese successivo.