di Guido Keller –
Stando a quanto riportato dal quotidiano arabo al-Quds al-Arabi, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe compiuto in questi giorni un viaggio ad Amman, in Giordania, per discutere con re Adallah della minaccia rappresentata dagli arsenali non-convenzionali della Siria, cioè le armi chimiche, nel momento in cui il regime di Bashar Assad sembra essere sul punto di perderne il controllo.
Secondo il giornale, Netanyahu avrebbe ipotizzato addirittura un attacco agli arsenali o l’invio di una forza militare, in quanto paventerebbe il rischio che se tali armi finissero in mani sbagliate, potrebbero essere usate contro Israele.
La reazione giordana sarebbe tuttavia stata negativa anche perché un attacco militare contro gli arsenali chimici rischierebbe di comportare la uccisione di migliaia di siriani innocenti e parte dei gas tossici potrebbe inoltre raggiungere il territorio giordano.
Altra ipotesi riportata di cui si è parlato, sempre secondo al-Quds al-Arabi, è quella dell’invio in Siria di una forza internazionale di 8.000 mila uomini incaricati di assumere il controllo degli arsenali non convenzionali.
Al momento, va detto, l’informazione non è stata confermata in Israele, ne’ è stata commentata.

