di Guido Keller –
Nonostante la seduta generale dell’Assemblea delle Nazioni Unite stia per concludersi e diverse delegazioni siano già sulla strada del ritorno a casa, il premier israeliano Benjami Netanyahu si è recato oggi a New York per affermare che i buoni propositi del presidente iraniano, Hassan Rohani, non vanno resi sul serio e che l’improvvisa voglia di dialogo con l’Occidente nasconde in realtà lo scopo di allentare le misure restrittive e quindi l’embargo. Netanyahu ha dichiarato alla stampa che nel suo intervento di oggi al Palazzo di Vetro intende “esporre la verità”, secondo la quale “le aperture del presidente iraniano sono un tentativo di prendere in giro l’Occidente”.
Netanyahu, per credere al regime degli ayatollah chiede: la cessazione dell’arricchimento dell’uranio, la rimozione di tutto l’uranio arricchito, la chiusura della centrale sotterranea di Fordow e lo smantellamento delle nuove centrifughe di Natanz.
Così per il premier israeliano, Rohani starebbe semplicemente procrastinando la soluzione del problema per guadagnare tempo al fine di dotarsi della bomba atomica.
A cercare di far cambiare idea al premier Netanyahu è stato il presidente degli Stati Uniti in un incontro di oggi a Washington. Obama ha infatti spiegato a Netanyahu che è necessario non lasciarsi sfuggire l’occasione che si è presentata, anche se resta imperativo il fatto che Teheran non si doti di ordigni nucleari: per rassicurare Netanyahu, Obama ha ribadito che l’ipotesi dell’attacco preventivo rimane sempre in piedi.

