di Guido Keller –

Ci sono già i primi fermi per gli attentati che hanno colpito New York nella notte tra sabato e domenica: l’Fbi ha infatti individuato ieri sera alle 20.45 presso un posto di blocco sulla Belt Parkway cinque persone a bordo di un suv nero carico di armi. L’auto era diretta da Staten Island a Brooklyn. I cinque sono al momento interrogati e loro uno è sospettato di aver piazzato almeno uno degli ordigni esplosivi. Un sesto individuo è ricercato in quanto ripreso dalle telecamere presenti tra la 23ma e 27ma strada mentre trascinava pesanti valige, ma le autorità non parlano ancora di sospetto, ma di “persona di interesse”.

Il bilancio dell’esplosione della cassetta per gli attrezzi riempita di chiodi e frammenti metallici nel quartiere Chelsea di Manhattan è di 29 feriti di cui una in modo grave, ma il bilancio sarebbe potuto essere assai più grave se fossero esplosi anche gli altri ordigni rinvenuti, ovvero la pentola a pressione con esplosivo tannerite rinvenuta a pochi isolati (lì si è parlato del ritrovamento di un biglietto scritto in arabo), il pacco con cinque ordigni individuato sui binari nei presso della stazione Elizabeth e le tre bombe collegate con dei fili in New Jersey.

Poche ore prima dell’esplosione nel quartiere Chelsea, si è sfiorata la tragedia in New Jersey, nella località balneare di Seaside Park, dove doveva correre la maratona di beneficienza dei Marines: l’alto numero di partecipanti (oltre 5mila) ha ritardato fortunatamente la partenza e l’ordigno rudimentale, un tubo metallico posizionato in un cassonetto, è esploso in anticipo, senza provocare feriti. Gli inquirenti stanno valutando un possibile collegamento tra i fatti.

Il livello di allerta è al massimo, anche perché l’esplosivo tannerite è di facile produzione artigianale e quindi difficilmente individuabile dall’intelligence: consiste in un miscuglio di nitrato di ammonio e di polvere di alluminio, il tutto mischiato a frammenti di metallo e collegato a un cellulare e a un cavo elettrico per la detonazione.

Il sindaco di New York Bill de Blasio ed il governatore Andrew Cuomo continuano a ribadire che fino ad ora non esistono prove che vi sia la regia del terrorismo internazionale, per quanto resti in piedi l’ipotesi dell’azione di “lupi solitari” istruiti via internet, ma inquirenti e polizia temono che nella zona stia agendo una “cellula dormiente”, cioè un gruppo di terroristi attivatosi in modo organizzato.

E’ invece riconducibile all’Isis l’accoltellamento di nove persone in un centro commerciale di st. Cloud, in Minnesota, avvenuto sempre la stessa sera delle esplosioni di New York: l’attentatore, uno studente americano di origini somale, ha inneggiato ad Allah e si è scagliato sui passanti, prima di essere ucciso da un agente fuori servizio. Ad una donna ha anche chiesto se fosse musulmana, prima di colpirla. Tutti gli aggrediti risultano essere stati feriti ma sono ancora vivi.

L’attentatore è risultato essere il 22enne Dahir Adan, indicato dal leader della comunità somala locale Abdul Kulane come studente brillante e come persona che non aveva mai causato problemi. Tuttavia aveva aderito all’Isis, che ne ha rivendicato l’azione terroristica: sull’Amaq, l’agenzia dell’organizzazione terroristica, si legge che “Era un soldato dello Stato islamico, ha compiuto l’operazione per colpire i cittadini dei Paesi della Coalizione crociata”.