di Alberto Galvi –
Il Nicaragua si avvia al prossimo novembre a svolgere le elezioni generali con pressioni internazionali perché siano eque e trasparenti. Il presidente Daniel Ortega ha risposto nella direzione opposta, lasciando poche o nessuna possibilità di competere per l’opposizione.
Le opposizioni hanno riposto le loro speranze su una maggiore pressione internazionale che avrebbe costretto Daniel Ortega a compiere profondi cambiamenti nel sistema elettorale. Gli Usa e l’Ue hanno imposto sanzioni alla ristretta cerchia del presidente, compresi i suoi figli, sua moglie e il vicepresidente Rosario Murillo. Queste sanzioni hanno colpito economicamente il regime, il quale ha risposto con una maggiore repressione delle libertà.
Lo scorso 4 maggio l’Assemblea nazionale con un’ampia maggioranza sandinista ha eletto un nuovo Consiglio supremo elettorale composto da sette membri, e sei dei magistrati titolari eletti sono stati nominati dall’FSLN (Frente Sandinista de Liberación Nacional), mentre il settimo membro è stato nominato dal PC (Partido Conservador). L’Assemblea nazionale è composta da 92 seggi i cui membri sono eletti per un mandato di 5 anni.
Le riforme della legge elettorale, lasciano il controllo assoluto delle elezioni del 7 novembre nelle mani del presidente Daniel Ortega del FSLN. Finora i vari movimenti politici di opposizione emersi dopo la ribellione dell’aprile 2018 non hanno potuto organizzarsi in un proprio partito politico per contestare il potere, dati i meccanismi di controllo che il regime ha sull’approvazione e l’eliminazione dei partiti politici.
Di fronte a questa situazione, l’opposizione è raggruppata attorno a due partiti tradizionali, il PRD (Partido Restauración Democrática) e il CxL (Ciudadanos por la Libertad). Le differenze tra questi due partiti hanno impedito all’opposizione di unirsi in un’alleanza. Il PRD è di matrice religiosa evangelica, mentre il CxL è di matrice liberale.
Negli ultimi mesi il regime di Ortega ha avuto cura di far passare una serie di leggi che impedirebbero le candidature degli oppositori. Inoltre le riforme elettorali approvate dal regime conferiscono alla polizia nazionale il potere di autorizzare o impedire manifestazioni politiche che, a parere dell’opposizione, hanno legalizzato lo stato di polizia che esiste in Nicaragua dall’aprile 2018.
Il nuovo tribunale elettorale ha prestato giuramento lo scorso 6 maggio, mentre il 12 maggio è stato pubblicato il calendario elettorale che stabilisce, tra le altre date, il limite per la registrazione delle alleanze e quello del 2 agosto per la registrazione dei candidati. Anche se i tempi sono brevi, in questa tornata elettorale solo un’opposizione unita potrebbe sconfiggere Daniel Ortega alle elezioni del 7 novembre.




