Nicaragua. Ortega cancella le elezioni e rafforza il controllo dinastico sul Paese

di Giuseppe Gagliano –

Il presidente Daniel Ortega ha annunciato la cancellazione delle elezioni in Nicaragua, sancendo il definitivo passaggio a un sistema di potere personale e dinastico. L’annuncio, pronunciato durante le celebrazioni del quarantasettesimo anniversario della rivoluzione sandinista, conferma la progressiva concentrazione del potere nelle mani di Ortega e della moglie e vicepresidente Rosario Murillo, che controllano ormai le principali istituzioni dello Stato.
La decisione rappresenta l’ultimo passo di un processo iniziato da anni, caratterizzato dalla repressione dell’opposizione, dalla chiusura degli spazi politici e dal controllo di magistratura, forze di sicurezza, mezzi di informazione e amministrazione pubblica. Dopo le proteste del 2018, represse con centinaia di vittime, arresti ed esili, il governo ha progressivamente eliminato partiti, associazioni e organizzazioni considerate ostili.
La soppressione delle consultazioni elettorali rende ancora più incerta la futura successione politica. Rosario Murillo è considerata la naturale erede del presidente, ma resta da verificare la capacità del sistema di mantenere la propria stabilità dopo l’uscita di scena di Ortega, figura centrale attorno alla quale si è consolidato l’intero apparato di potere.
Ad aggravare l’isolamento internazionale di Managua contribuisce anche la crisi diplomatica con l’Italia legata al caso di Alessio Casimirri, ex militante delle Brigate Rosse condannato in Italia per il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro e residente da decenni in Nicaragua. Il governo nicaraguense continua a rifiutarne l’estradizione, sostenendo il divieto costituzionale di consegnare cittadini nicaraguensi, alimentando così le tensioni con Roma.
Sul piano economico, il rafforzamento dell’autoritarismo potrebbe tradursi in nuove sanzioni da parte di Stati Uniti e Unione europea, con effetti negativi sugli investimenti esteri e sull’accesso ai finanziamenti internazionali. Il Nicaragua resta infatti fortemente dipendente dalle esportazioni e dalle rimesse inviate dagli emigrati.
Pur rafforzando i rapporti con Cina e Russia, Managua difficilmente potrà compensare l’eventuale riduzione dei legami economici con l’Occidente. La cancellazione delle elezioni segna così una nuova fase politica per il Paese, sempre più identificato con la leadership della famiglia Ortega e caratterizzato da un crescente isolamento sul piano internazionale.