di Alberto Galvi

Un emendamento costituzionale approvato dal Parlamento del Nicaragua rafforzerà i poteri del presidente Daniel Ortega. La riforma è stata approvata all’unanimità da 91 legislatori. Secondo la Costituzione nicaraguense, le riforme devono essere approvate in una seconda legislatura, in questo caso nel 2025, prima di entrare in vigore. Le modifiche costituzionali elevano al ruolo di co-presidente la moglie e vicepresidente di Ortega, Rosario Murillo, aumentano il mandato presidenziale in Nicaragua da cinque a sei anni ed estendono il controllo dell’esecutivo sui media.

L’emendamento costituzionale stabilisce inoltre che i traditori della patria possono essere privati ​​della cittadinanza, conferisce ai co-presidenti il ​​potere di coordinare tutti gli organi legislativi, giudiziari, elettorali, di controllo e di vigilanza, regionali e comunali. Attraverso queste modifiche alla legge fondamentale, Ortega cerca di aumentare il controllo assoluto sullo Stato e di perpetuare il potere. Il provvedimento è stato approvato all’unanimità, in risposta alle sanzioni per le violazioni dei diritti umani. L’Assemblea nazionale del Nicaragua è sotto il controllo del partito al governo di Ortega, l’FSLN (Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale).

Ortega è stato presidente per la prima volta dal 1985 al 1990, tornando al potere nel 2007. Ortega si è assicurato un quarto mandato consecutivo come presidente nel 2021.