di Giuseppe Ianniello –
L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy si sta spianando la strada verso le presidenziali 2017. I meeting, organizzati per l’elezioni presidenziali dell’UMP di fine mese, lo vedono spostarsi su e giù per tutta la Francia. Durante questi incontri con i militanti, lancia le solite promesse sulle tasse e le solite critiche sull’operato del presidente François Hollande. Sabato, però, si è alzata una mano per porre una domanda: “Abroghereste, in caso di vittoria nel 2017, la legge Taubira?”
Il 3 novembre scorso, Sarkozy, nel meeting tenuto a Nancy, si era distaccato dal prendere una decisione in merito. Già nel 2007 aveva promesso di dare vita a delle unioni specifiche per gay (in Francia è in vigore dal 1999 il Pacs, valido per le coppie sia etero che omosessuali). “Se eletto presidente dell’UMP vorrei organizzare delle conventions tematiche durante le quali saranno i militanti a prendere una decisione”, aveva detto.
Sarkozy sembra aver preso una decisione definitiva. La norma 2013-404 del 17 maggio 2013 di cui Christiane Taubira, ministro della Giustizia dal 2012 è stata relatrice, ha introdotto il matrimonio omosessuale (“matrimonio per tutti”) in Francia. Il candidato alla presidenza dell’UMP ha fatto sapere dunque che sarebbe favorevole ad una riscrittura “de fond en comble” ossia ad una totale riscrittura della legge. Questa di Sarkozy di fatto può sembrare un’apertura, tuttavia smentita con la dichiarazione di qualche giorno fa: “Quando dico che voglio riscrivere completamente la legge significa che dobbiamo abbrogarla per farne un’altra. In francese vuol dire la stessa cosa”. Ha così precisato che resta contrario sia a l’opzione del “matrimonio per tutti”, invocata dai socialisti, sia alla procreazione medicalmente assisitita. Sul tema della tanto discussa legge Taubira si schierano contrari anche gli altri due pretendenti alla presidenza dell’UMP. Hervé Mariton si dice favorevole ad un abrogazione pura e semplice della legge e Bruno Le Maire, invece, è favorevole ad una riscrittura. Tutti e tre i pretedenti però restano convinti che il tema “matrimoni per tutti” sembra ancora infiammare parte degli elettori e tutti e tre il 15 novembre scorso hanno partecipato ad una riunione organizzata dall’associazione “Sens Commun” a Parigi, la quale è mobilitata contro la legge Taubira ed è legata al partito di centro-destra UMP. Anche se non hanno dibattutto insieme, è la prima volta, in vista del voto del 29 novembre, che i tre candidati UMP si sono riuniti sotto uno stesso principio.
La politica si schiera tutta contro le parole di Sarkozy.
Il presidente francese Francois Hollande crede che la legge è oramai “applicata senza problemi anche da parte di sindaci che un tempo facevano domande e sollevavano questioni”, e che “il dibattito potrà essere riaperto qualora ci dovesse essere alternanza nel 2017”. Per il momento, la legge resta lì. Per il partito socialista invece, Sarkozy ha voluto semplicemente proporre “una nuova forma di segregazione”, spingendo così per un matrimonio distinto per omosessuali e per etero, tant’è che Ian Brossat ha definito le parole dell’ex presidente francese come un vero e proprio “coming out omofobo”. Diversi fedelissimi di Sarkozy, tra cui l’ex ministro Nathalie Kosciusko-Morizet, si sono distaccati dalla posizione del loro leader.
La legge può essere davvero abbrogata?
L’avvocato Caroline Mecary, specialista nello studio dei diritti degli omosessuali, precisa che un’abrogazione della legge non può giuridicamente avvenire poiché “non ci può essere un ritorno ad una situazione quo-ante su una libertà fondamentale”. Anche per l’ex primo ministro François Fillon, ex braccio destro di Sarkozy, candidato alle primarie UMP del 2016 e uscito alla ribalta per spiacevoli eventi giudiziari, l’abrogazione della legge resta impossibile per “ragioni giuridiche”, ma è proprio lui a proporne una riscrittura su due punti fondamentali, l’adozione e l’utero in affitto. Jean-Christophe Lagarde, che ha votato per la legge Taubira nel 2013, giudica la soluzione proposta da Sarko “senza senso”. Lagarde, incoronato il 13 novembre presidente dell’UDI (partito di centro), durante il discorso di ringraziamento ha espresso la sua volontà di voler governare la Francia. “Noi non siamo più dei portatori di valigie” – ha detto – “Possiamo condurre un’alternativa”. Ha quindi annunciato la sua candidatura alle presidenziali 2017 ed ha criticato i discorsi euroscettico di Jean-Luc Mélenchon e eurofobo di Marine Le Pen.
Per quanto riguarda la legge Taubira, sono già decine di migliaia i matrimoni già celebrati, 7mila nel solo 2013. Sembra chiaro che verrebbe ad essere impossibile annullare i matrimoni e procedere ad un divorzio forzato di tutte le coppie costituite, poiché chiaro è che la legge non può essere retroattiva. Si potrebbe, di fatti, pensare ad un rimpiazzo alla norma, una sorta di “super pacs” che conterrà gli stessi diritti e vantaggi, ma, secondo un sondaggio Ifop, non ce ne sarebbe più bisogno. Difatti il 68% dei francesi si dice oggi favorevole al matrimonio delle coppie omosessuali e secondo una stima del gennaio 2013 anche i simpatizzanti UMP avrebbero cambiato idea rispetto al “matrimonio per tutti”. Sono ormai favorevoli al matrimonio e all’adozione anche il 58% degli elettori dell’Unione per un movimento popolare. A non cambiare opinione è papa Francesco, che ai parlamentari francesi ha detto che “Il vostro compiuto è certamente tecnico e giuridico, consiste nel proporre delle leggi, nell’emendarle, o persino nell’abrogarle”. Una chiara allusione alla legge Taubira.
I passi per la formazione della legge sono stati significativi e ad oggi pare davvero complicato tornare indietro. Il 27 luglio 1982 su una proposta del ministro della giustizia Robert Bandinter, l’Assemblea nazionale votò la depenalizzazione dell’omosessualità facendo sì che il rapporto fra persone dello stesso sesso non venisse più considerato come reato. Solo nel 1991 l’omosessualità è ritirata dalla lista delle malattie mentali dall’Organizzazione mondiale della Sanità . La legge, approvata nel 2013 ha visto il voto contrario dell’UMP e dei partiti di centro destra. Chissà se qualcosa sta realmente cambiando o si tratta solo di propaganda politica… Di fatto resterà difficile dire alla coppia gay sposata il 29 maggio 2013 a Montpellier che il loro matrimonio non avrà più nessuna validità.

