TMNews –

Gli abitanti fuggono dai loro villaggi nel nord-est della Nigeria per timore di rimanere intrappolati nei combattimenti tra l’esercito e gli jihadisti di Boko Haram. Al quarto giorno di offensiva militare contro l’organizzazione jihadista, con migliaia di truppe dispiegate in tre Stati dove è stato dichiarato lo stato di emergenza, sono “diverse decine” i miliziani rimasti uccisi, stando a quanto riferito dall’esercito. Una fonte militare ha quindi reso noto oggi che un elicottero dell’esercito è stato colpito dai ribelli, ma “è riuscito a rientrare alla basa senza fare vittime”. Nel distretto di Marte dello Stato di Borno, tradizionale roccaforte di Boko Haram, alcuni abitanti hanno cominciato a fuggire verso est, in direzione del confine con il Camerun, distante meno di 25 chilometri. “E’ stato terrificante negli ultimi tre giorni – ha raccontato Buba Yawuri, residente a Marte e fuggito nella città di frontiera Gomboru Ngala – caccia ed elicotteri non hanno mai smesso di volare in cielo e abbiamo continuato a sentire grosse esplosioni in lontananza”. Ngala ha raccontato che all’inizio dell’attacco aereo, le forze di sicurezza hanno invitato la popolazione a rimanere in casa, lasciando di fatto la sua famiglia senza cibo e senza acqua: “Non potevo resistere di più. Ho preso la via della macchia”.

Un abitante di Gomboru Ngala, Shafi’u Breima, ha riferito di un flusso continuo di persone in arrivo nella città di frontiera. In un comunicato l’esercito ha fatto sapere di aver preso il controllo di tutti i posti di frontiera “per scongiurare la fuga dei miliziani”. Ieri, il Segretario di Stato Usa, John Kerry, si è detto “molto preoccupato per i combattimenti nel nord-est della Nigeria”, invitando le forze di sicurezza a “un uso disciplinato della forza in tutte le operazioni”. Boko Haram ha sempre dichiarato di combattere con l’obiettivo di creare uno stato islamico nel nord della Nigeria a maggioranza musulmana; dal 2009 a oggi avrebbe causato la morte di circa 3.600 persone.