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Nel giorno in cui in Nigeria hanno preso inizio le operazioni di voto, per cui sono stati dispiegati 360mila agenti fra polizia ed esercito, i jihadisti del Boko Haram hanno compiuto l’ennesimo attentato. Il fatto è successo presso il villaggio di Barutai, nello stato di Borno, ma non si conosce ancora il numero delle vittime.

Le operazioni di voto nel paese più popoloso dell’Africa (174 mln di abitanti) comportano 150mila seggi, sorvegliati da decine di osservatori locali e dell’Unione Africana. Aspra la campagna elettorale che vede il presidente uscente, il 58enne cristiano di Goodluck Jonathan, concorrere senza il supporto delle popolazioni islamiche, le quali potrebbero appoggiare l’ex generale musulmano Mohammadu Buhari.

Nei giorni scorsi Jonathan, rivolgendosi ai tre stati controllati dal Boko Haram (Yobe, Adamawa e Borno), ha comunicato che i terroristi saranno sconfitti entro un mese, anche grazie al supporto della coalizione messa in piedi da Nigeria, Niger, Ciad, Benin e Camerun. In Ciad e in Camerun i jihadisti hanno sconfinato, portandovi le ormai quotidiane mattanze.

Il Boko Haram è un gruppo secessionista-islamista che dal 2009 si è dato ad una guerra civile fatta di numerose stragi di civili, come pure di scontri con l’esercito e di rapimenti di intere scolaresche: si ritiene che i morti fra la popolazione siano quasi 15mila). Recentemente ha dichiarato ufficialmente l’adesione all’Isis, ma in più punti ha subito pesanti sconfitte proprio ad opera della coalizione dei cinque paesi africani.