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Ancora una strage in Nigeria, dove ormai è cosa quotidiana, ad opera del Boko Haram, il gruppo secessionista-islamista resosi responsabile di una lunga catena di attentati, scontri con l’esercito e rapimenti di persone, non ultimo quello delle 276 studentesse dalla scuola di Chibok, lo scorso 14 aprile: il fatto di oggi è avvenuto a Maiduguri, nello stato nigeriano di Borno, dove due donne kamikaze si sono fatte esplodere quasi simultaneamente in un affollato mercato della città, uccidendo almeno 60 persone.
Il primo ordigno era nascosto in un risciò condotto da una delle due terroriste, mentre il secondo è esploso quando la gente è accorsa per soccorrere i feriti.
Abubakar Bello, un venditore di pollo al mercato, ha testimoniato che “Questa donna aveva nascosto una bomba sulla sua spalla, come se fosse un bebè, e si è fatta avanti verso il luogo della prima esplosione”.
Solo pochi giorni fa il Parlamento della Nigeria ha bocciato la richiesta del presidente Goodlick Jonathan di prorogare lo stato d’emergenza nelle regioni dove è attivo il Boko Haram, cioè negli Stati di Yoba, Adamawa e Borno, in quanto l’esercito non è stato in grado fino ad oggi di fare fronte all’aggressività dei terroristi.

