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Quattro giorni fa i miliziani del Boko Haram hanno attaccato un villaggio del nord-est della Nigeria. La notizia è giunta solo oggi in quanto la zona non è coperta da sistemi di telecomunicazione, ed è stata diffusa da fonti militari che hanno parlato dell’uccisione di 32 persone e del rapimento di decine di donne e bambini.

Il Boko Haram, nome che tradotto significa “l’educazione occidentale è peccato”, è un gruppo islamista-secessionista autore di una lunghissima serie di stragi e di sequestri, non ultimo quello delle 276 studentesse della scuola femminile di Chibok, avvenuto il 14 aprile. Le uccisioni sono quotidiane ed efferate, basti pensare che in un solo girono, il 7 maggio, sono stati sterminati gli abitanti del villaggio di Gamboru Ngala, compresi i bambini: 300 i morti.

Il 28 novembre l’attacco alla Grande moschea di Kano ha comportato l’uccisione di 120 persone.

A stento l’esercito riesce a fare fronte alle azioni del Boko Haram, ma in passato sono stati processati 10 generali per aver passato informazioni e armi ai miliziani jihadisti, alleati degli al-Shabaab somali e quindi di al-Qaeda.