di Giacomo Dolzani –

Secondo una denuncia della Ong londinese Amnesty International, impegnata nella difesa dei diritti umani, sarebbero almeno 350 le persone uccise illegalmente e bruciate dall’esercito nigeriano durante una serie di scontri con dei miliziani di un gruppo jihadista, avvenuti tra il 12 ed il 14 dicembre dello scorso anno a Zaria, una città di oltre un milione di abitanti situato nello stato di Kaduna, nella Nigeria centro settentrionale, un’area in cui i guerriglieri di varie formazioni islamiste spadroneggiano con saccheggi, rapimenti ed attentati ed imponendo la Sharia nei territori sotto il loro controllo.

In questi tre giorni infatti le forze di Abuja hanno combattuto nella regione con i ribelli del Movimento Islamico della Nigeria, uno dei tanti gruppi islamisti, come Boko Haram, operanti nel nord del paese, secondo gli attivisti di Amnesty International le truppe governative avrebbero però anche perpetrato massacri indiscriminati ai danni di civili o di prigionieri, molti dei quali sono stati anche bruciati vivi insieme ai cadaveri di centinaia di altre vittime.

A sostegno di queste tesi l’organizzazione ha infatti affermato di disporre di testimonianze di persone presenti sul luogo dei massacri oltre che di aver individuato, tramite lo studio di immagini satellitari, la possibile collocazione di fosse comuni che conterrebbero centinaia di cadaveri.

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