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Nonostante siano in corso e date come a buon punto le trattative fra il governo di Abuja e il gruppo secessionista-islamista del Boko Haram per la liberazione delle 219 liceali rapite lo scorso 14 aprile presso una scuola di Chibok, le violenze nel paese africano non accennano a diminuire di intensità: le ultime notizie parlano di un ordigno esploso presso la stazione di autobus di Azare, 200 km da Bauchi, capoluogo dell’omonimo Stato situato nel nord del paese. Nella deflagrazione sono morte 5 persone.

A Waga Mangoro e a Grata, due centri abitati della regione di Adamawa, sono state rapite dal Boko Haram rispettivamente 40 e 20 ragazze: i due centri sono da mesi sotto il controllo delle milizie ribelli.

Le testimonianze parlano di un centinaio di uomini del Boko Haram che, entrati nei villaggi,  hanno dato fuoco alle case, sparato diversi colpi di munizioni e ucciso due uomini.

Il Boko Haram negli ultimi anni si è reso protagonista di una lunghissima serie di attentati, stragi e sequestri, oltre che di una cruenta lotta contro l’esercito, del quale non molto tempo fa dieci generali sono stati processati con l’accusa di collaborazionismo.