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Centinaia di soldati provenienti dal Niger e dal Ciad a bordo di 200 mezzi anche corrazzati hanno nuovamente attaccato il gruppo islamista-secessionista del Boko Haram nel nord-est della Nigeria.
Era stata la riunione dello scorso 8 ottobre di Yaoundé, dove si erano incontrati i presidenti di Nigeria, Ciad, Niger, Camerun e Benin, a dar vita a una coalizione sovranazionale di contrasto ai jihadisti, responsabili di una lunghissima sequenza di stragi, distruzione di villaggi, attentati e rapimenti di intere scolaresche. Oggi il Boko Haram controlla buona parte degli stati nigeriani di Borno, Yobe e Afdamawa.
Negli ultimi mesi il gruppo terrorista, che con ieri si è riconosciuto ufficialmente nell’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi, ha attaccato villaggi oltre i confini della Nigeria.
Fonti militari hanno informato anche dell’impiego di aerei: dopo aver costretto alla fuga i miliziani presenti nel territorio ciadiano, l’offensiva è proseguita trasferendo in Nigeria ingenti quantitativi di armi, mentre un’altra colonna di mezzi militari è passata da Bosso, al confine tra Niger e Nigeria.
La prima città chiave liberata in territorio nigeriano dalla coalizione, che conta 10mila effettivi, è stata Gamboru, che già lo scorso 11 febbraio i jihadisti hanno tentato di riprendere.
Ammonta a 13mila il numero delle vittime della vuolenza del Boko Haram dall’inizio della sua attività, nel 2009.

