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A causa dei continui attentati del gruppo jihadista e secessionista del Boko Haram, nome che tradotto significa “L’educazione occidentale è peccato”, il governo di Abuja ha disposto la chiusura di cinque collegi federali nel nord-est del paese: ad annunciarlo è stato il ministro dell’istruzione Nyesom Wike, il quale ha precisato che gli istituti che momentaneamente verranno chiusi sono quello femminile di Munguno e il college tecnico a Lassa nel Borno; i college di Potiskum e Buni Yadi nello Stato di Yobe e il college tecnico-scientifico di Michika, nello Stato di Adamawa.

Il 28 febbraio, in occasione della visita del presidente francese Hollande in Nigeria, un commando aveva aperto il fuoco in un collegio cristiano nello Stato di Yobe, uccidendo decine di studenti e di membri del personale amministrativo.

E’ lunga la scia di attentati del Boko Haram in Nigeria, basti pensare alle stragi compiute nelle chiese gremite di fedeli in occasione delle principali festività cristiane, come il natale, o agli ultimi eccidi compiuti verso la popolazione a Maiduguri dello scorso 2 marzo (50 morti), verso gli quelli della scuola di Buni Yadi dello scorso 25 febbraio (30 i morti), o ancora verso gli abitanti della città di Bama, del 21 febbraio (97 morti): si tratta di attacchi ormai quasi quotidiani, a cui le forze di sicurezza nigeriane faticano a rispondere. Per questo motivo si è parlato di inviare nel paese africano parte delle truppe statunitensi di rientro all’Afghanistan.