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Si intensifica la lotta al Boko Haram, il gruppo islamista-secessionista autore di una lunghissima sequenza di stragi e di rapimenti, non ultimo quello delle 276 studentesse lo scorso 14 aprile presso una scuola di Chibock: i leader di Nigeria, Ciad, Niger, Camerun e Benin si sono ritrovati a Niamey in un vertice straordinario per discutere di come intervenire nei confronti del gruppo terroristico, specialmente ora che le sue attività escono dalla Nigeria ed investono sempre più i paesi circostanti.
Per la Nigeria erano presenti, oltre al presidente Goodluck Jonathan, il ministro degli Affari esteri Aminu Wali, il ministro della Difesa, il senatore Musiliu Obanikoro, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il maresciallo delle Forze aeree Alex Bardeh e altri alti funzionari governativi.
I leader hanno deciso di accelerare la creazione di un quartier generale, che dovrebbe essere pronto entro il 20 novembre, e di schierare battaglioni militari ai rispettivi confini. La forza militare regionale comincerà le operazioni entro novembre.
L’incontro è seguito a quello di maggio organizzato a Parigi dal presidente Francois Hollande.
L’ultimo fatto di sangue ascrivibile ai terroristi del Boko Haram è avvenuto ieri a Ngambi, nello stato di Borno, dove sono state decapitate sette persone quale vendetta dell’uccisione nella cittadina, avvenuta due settimane fa, di una quindicina di miliziani.

