Notizie Geopolitiche –
Il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhariha, ha dichiarato pubblicamente “di credere che tecnicamente abbiamo vinto la guerra contro il Boko Haram, la gente ora può tornare nelle sue case”, poiché oggi risulta che i jihadisti “non sono in grado di organizzare attacchi convenzionali contro centri di comunicazione e popolazione”.
La cosa non esclude il rischio di azioni terroristiche, tanto che quattro giorni fa vi è stata l’ultimo attentato di una lunga serie portato a termine da tre baby-kamikaze, di età compresa fra i 10 e i 15 anni, contro un checkpoint, con un bilancio di sei morti. I terroristi ricorrono ai bambini per compiere le stragi in quanto eludono più facilmente i controlli.
Il Boko Haram è un gruppo islamista che oggi si riconosce nel “califfato” di Abu Bakr al-Baghdadi, e che dal 2009 si è reso responsabile di innumerevoli eccidi, arrivando in più occasioni a incendiare nella notte villaggi sparando a chi tentava di fuggire alle fiamme. Il gruppo terroristico ha operato anche numerosi sequestri di intere scolaresche, non ultimo quello del giugno 2014 delle 276 studentesse della scuola di Chibok.
Obiettivo del gruppo terroristico, organizzato militarmente e con migliaia di membri, era quello di arrivare alla secessione dei tre stati del nord-est del paese di Adamawa, Yobe e Borno, ricchi di materie prime.
Si calcola che le vittime del conflitto, soprattutto civili, siano 20mila.
Per combattere il Boko Haram, il predecessore di Buhariha, Goodluck Jonathan, si è fatto supportare dai militari degli stati confinanti di Ciad, Niger, Benin e Cameron, ancora attivi in Nigeria, intervenuti anche per respingere i miliziani jihadisti che hanno sconfinato e che hanno commesso atrocità oltreconfine. La coalizione ha ricevuto l’approvazione del segretario Onu Ban Ki-moon in occasione della seduta dell’Unione Africana ad Addis Abeba.
Sta di fatto, tuttavia, che è risultato incisivo e forse determinante l’intervento di Buhariha, islamico: sotto la sua presidenza i militari sono riusciti a conquistare diverse parti di territorio controllate dal Boko Haram e a ridurre i raid dei jihadisti contro molti paesi e villaggi.
Sono due milioni i nigeriani costretti a lasciare le loro case a causa del Boko Haram.

