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Le autorità di Abuja hanno preso contatti con il Boko Haram, il gruppo islamista secessionista autore di una catena lunghissima di stragi, di rapimenti di civili e di una cruenta guerra con l’esercito per ottenere l’indipendenza del nord-est del paese, ricco di risorse naturali, e trasformarlo in uno Stato islamico.

Secondo fonti riprese dalla Cnn vi sarebbero stati almeno 4 incontri in agosto per mediare il rilascio delle 200 giovani studentesse rapite il 14 aprile insieme ad altre, poi fuggite. In cambio le autorità nigeriane avrebbero offerto la liberazione di una trentina di comandanti del Boko Haram, catturati nel corso di numerose battaglie. Va detto che già 5 generali nigeriani sono stati processati per alto tradimento in quanto accusati di aver passato informazioni essenziali e quindi di aver cooperato con il Boko Haram.

Da quanto si è appreso, “I negoziatori hanno assicurato che le ragazze non sono mai state violentate o usate come schiave sessuali”.

Negli ultimi giorni di avanzata i miliziani del Boko Haram, nome che significa “l’Educazione occidentale è peccato”, hanno preso le città di Mubi, centro di 129mila abitanti, Gulani (103mila), Gamboru-Ngala (273mila), Buni Yadi, Damboa (233mila) e Gwoza (276mila).