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Nuova, ennesima strage del Boko Haram, il gruppo islamista che lotta per la secessione della parte nord-orientale della Nigeria e che si è reso responsabile negli ultimi anni di una lunga serie di attentati e di eccidi, fra i quali attacchi alle chiese gremite di fedeli durante le principali funzione liturgiche, stragi di civili nei villaggi e nei college per studenti: almeno 35 civili sono rimasti uccisi la notte scorsa nell’attacco ai tre villaggi di Gumushi, Amuda e Arbokko, nel nord-est del paese, nello stato del Borno, al confine con il Camerun.

Da quanto si è appreso i miliziani del Boko Haram si sono travestiti da militari e si sono presentati nei villaggi a bordo di fuoristrada e motociclette; stando alle testimonianze hanno lanciato bombe incendiarie per dare fuoco alle case.

Risale al 7 maggio scorso l’ultimo grande attacco del Boko Haram ad un centro abitato: presentatisi nella notte a bordo di blindati nella cittadina Gamboru Ngala, i miliziani hanno massacrato 300 persone.

Intervenendo in televisione per il 15mo anniversario della fine del regime militare, il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, si è impegnato a guidare un’ampia offensiva contro il Boko Haram: “Con l’appoggio dei nigeriani, dei paesi vicini e della comunità internazionale, rafforzeremo le nostre difese, libereremo le nostre ragazze e faremo piazza pulita dei terroristi in Nigeria”, ha affermato.

Nella foto: il presidente Goodluck Jonathan