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Sono riuscite a fuggire dai miliziani del Boko Haram 64 delle 68 ragazze rapite lo scorso 24 giugno a Kummabza, villaggio situato nel distretto di Damboa dello Stato federato orientale de Borno.
Abbas Gava, un vigilante di un’organizzazione che collabora con le forze governative nella lotta contro il gruppo islamista-secessionista, ha riferito che le giovani “Hanno compiuto una mossa tanto coraggiosa quando i loro sequestratori si sono allontanati per un’operazione militare” in cui sono poi morti 53 miliziani del Boko Haram e 6 militari.
Sono invece ancora nelle mani del Boko Haram 219 delle 276 studentesse rapite il 14 aprile presso una scuola femminile a Chibok, sempre nello stato del Borno e ieri gli attivisti del gruppo “Bring Back Our Girls” hanno cercato di marciare sul Palazzo Presidenziale nella capitale Abuja per reclamare dal governo maggiore impegno per liberare le giovani tenute in ostaggio, che i rapitori intenderebbero vendere al mercato come schiave.
Da più indagini infatti sono risultate connivenze fra i vertici dell’esercito e il gruppo terrorista, tanto che già 5 generali sono stati processati per aver passato informazioni essenziali proprio ai miliziani del Boko Haram, nome che tradotto significa “l’educazione occidentale è peccato”.

