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Nella loro avanzata contro il Boko Haram le forze nigeriane sono riuscite a liberare altre 234 donne e ragazze rapite, portando così a 677 il numero delle prigioniere strappate dalle mani dei jihadisti.

Il Boko Haram, il gruppo islamista nigeriano legato all’Isis e che vorrebbe la secessione degli stati nord-orientali di Borno, Yobe e Adamawa, è autore di una lunghissima sequenza di attentati e di stragi, come pure del sequestro di centinaia di ragazze e donne, non ultime le 276 rapite il 14 aprile di un anno fa presso la scuola femminile di Chibok.

L’ultimo gruppo di prigioniere è stato individuato presso la foresta di Sambisa, dove le forze regolari sono intervenute con raid aerei ed attacchi via terra, ma le testimonianze parlano di donne costrette a sparare contro i militari o usate come scudi umani. Tuttavia sono stati appurati casi di donne che, una volta rapite, si sono poi unite al Boko Haram, forse a seguito di matrimoni forzati.

L’avanzata delle forze nigeriane si è resa possibile dopo che sono intervenute in supporto quelle di Benin, Ciad, Niger e Camerun, in una coalizione benedetta dallo stesso Ban Ki-moon ad Addis Abeba, dove ha sede l’Unione Africana.

Il presidente Goodluck Jonathan, che proprio questo mese cederà il poso al neoeletto Muhammadu Buhari, aveva promesso di estirpare il Boko Haram dalla Nigeria e di “consegnare un paese completamente libero da roccaforti terroristiche”, dopo una guerra che dal 2009 ha provocato 15mila vittime.