Notizie Geopolitiche –
Non si arresta in Nigeria l’avanzata del gruppo islamista-secessionista del Boko Haram, autore di una lunghissima sequenza di stragi e di rapimenti, non ultimo quello delle 276 studentesse lo scorso 14 aprile presso una scuola di Chibock: ad una ad una stanno cadendo le città del nord est del paese, cioè degli stati di Yobe e Borno. Oggi è stata la volta di Mubi, centro di 129mila abitanti ora in fuga, mentre nei giorni scorsi i miliziani hanno preso Gulani (103mila), Gamboru-Ngala (273mila), Buni Yadi, Damboa (233mila) e Gwoza (276mila).
Numerose testimonianze parlano, anche in quest’occasione, di civili in fuga, esecuzioni sommarie, case bruciate, stupri e saccheggi.
L’esercito fino ad oggi non è stato in grado di opporsi in modo incisivo al Boko Haram, il quale mira a costituire uno stato islamico indipendente nel nord-est del paese, il cui sottosuolo è ricco di risorse naturali. Alcuni generali sono anche processati per connivenza con il nemico e per aver passato agli islamisti informazioni importanti quali il movimento delle truppe, un tradimento costato la vita a numerosissimi militari.
“Boko Haram” è una sigla che, tradotta, significa “l’educazione occidentale è peccato”.

