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Mentre non si fermano negli stati nord-orientali della Nigeria di Borno, Yobe e Adamawa, gli eccidi e le violenze ad opera del gruppo secessionista-islamista del Boko Haram, la coalizione composta da Nigeria, Ciad, Camerun, Benin e Niger continua a guadagnare posizioni. Ideata nell’incontro di Yaoundé dello scorso 8 ottobre fra i leader dei paesi interessati e benedetta da Ban Ki-moon alla recente assemblea dell’Unione Africana, la coalizione conta sull’appoggio economico di una decina di paesi della Comunità economica degli Stati dell’Africa centrale, che si è riunita pochi giorni fa in Camerun e che ha impegnato la somma 86 milioni di dollari.
Con crescente frequenza i miliziani del Boko Haram hanno portato la guerra anche al di là dei confini della Nigeria, ma negli ultimi giorni città roccaforti dei jihadisti sono state liberate dalla coalizione: dopo Gamboru, presa dall’esercito del Ciad e difesa da un successivo tentativo di riconquista da parte del Boko Haram, oggi l’esercito della Nigeria ha preso Baga, nello stato del Borno, teatro l’8 gennaio di una strage costata la vita a centinaia di persone (si era parlato di 2mila, compresi coloro che sono annegati nel lago Ciad nel tentativo di fuggire alla mattanza). Maiduguri, capoluogo del Borno ed abitata da un milione di persone, ha resistito grazie all’esercito ed all’aviazione di Abuja ai numerosi tentativi di assalto da parte del Boko Haram.
Il Boko Haram è in lotta con il governo centrale ed è autore di una lunghissima serie di attentati e di stragi con cadenza quasi quotidiana, nonché del rapimento di interi gruppi di giovani; è passato alle cronache quello delle 276 studentesse sequestrate il 14 aprile dello scorso anno a Chibok, ma in realtà è solo uno dei tanti, basti pensare che in giugno 90 persone sono state rapite a Kummabza, il 23 ottobre 60 ragazze a Waga Mangoro e a Grata, il 27 ottobre 30 adolescenti a Mafa, il 18 gennaio di quest’anno 50 bambini al confine col Camerun, ma si potrebbe continuare a lungo.
Il Boko Haram, nome che si traduce con “l’educazione occidentale è peccato”, è nato nel 2002; al primo leader, Ustaz Mohammed Yusuf, è succeduto nel 2009 l’attuale comandante, Abubakar Shekau.Conta su finanziam,enti provenienti dagli al-Shabaab somali e quindi da al-Qaeda.

