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Sono state liberate oltre 100 delle 129 ragazze di una scuola di Chibok, nel nord est della Nigeria, rapite dal gruppo islamista secessionista del Boko Haram lunedì scorso: a darne notizia è l’esercito di Abuja, il quale ha fatto anche trapelare che le studentesse erano state portate nelle foreste vicine al confine con il Camerun.
La direttrice della scuola a cui appartengono le studentesse ha tuttavia smentito quanto dichiarato dall’esercito, sostenendo che sono solo 14 le giovani rilasciate.
La città di Chibok si trova nello stato del Borno, dove nel marzo scorso il ministro dell’istruzione Nyesom Wike aveva disposto la momentanea chiusura del collegio femminile di Munguno e del college tecnico a Lassa, del college di Potiskum e Buni Yadi nello Stato di Yobe e del college tecnico-scientifico di Michika, nello Stato di Adamawa.
Il 28 febbraio, in occasione della visita del presidente francese Hollande in Nigeria, un commando aveva aperto il fuoco in un collegio cristiano nello Stato di Yobe, uccidendo decine di studenti e di membri del personale amministrativo.
A causa degli attacchi ormai quotidiani alla popolazione civile e persino alle chiese gremite di fedeli da parte del Boko Haram, nome che tradotto significa “L’educazione occidentale è peccato”, si è parlato di inviare nel paese africano parte delle truppe statunitensi di rientro all’Afghanistan.

