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A solo un giorno dalla strage di Abuja, dove in un’esplosione ad una stazione di autobus sono rimaste uccise oltre 70 persone, il gruppo secessionista ed islamista del Boko Haram ha colpito nuovamente nella parte nord-orientale della Nigeria: come ha riferito Emmanuel Sam, il responsabile dell’istruzione per la città di Chibok, “Numerose ragazze (circa un centinaio, ndr.) sono state rapite da uomini armati che hanno attaccato il loro edificio”.

La città di Chibok si trova nello stato del Borno, dove nel marzo scorso il ministro dell’istruzione Nyesom Wike ha disposto la momentanea chiusura del collegio femminile di Munguno e del college tecnico a Lassa, del college di Potiskum e Buni Yadi nello Stato di Yobe e del college tecnico-scientifico di Michika, nello Stato di Adamawa.

Il 28 febbraio, in occasione della visita del presidente francese Hollande in Nigeria, un commando aveva aperto il fuoco in un collegio cristiano nello Stato di Yobe, uccidendo decine di studenti e di membri del personale amministrativo.

A causa degli attacchi ormai quotidiani alla popolazione civile e persino alle chiese gremite di fedeli da parte del Boko Haram, nome che tradotto significa “L’educazione occidentale è peccato”, si è parlato di inviare nel paese africano parte delle truppe statunitensi di rientro all’Afghanistan.