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C’è quasi sicuramente la mano del Boko Haram dietro l’ennesimo attentato verificatosi a Madiuguri, capitale dello stato nigeriano nord orientale del Borno: un ordigno, nascosto sotto il tavolo di un macellaio, è esploso uccidendo almeno una cinquantina di persone che frequentavano l’affollato mercato del bestiame.

Dopo anni di eccidi (dal 2009 oltre 15mila morti) e di sequestri, il gruppo islamista-secessionista del Boko Haram, riconosciutosi nell’Isis, è stato costretto alla ritirata dall’azione congiunta di Nigeria, Niger, Camerun, Ciad e Benin, paesi che hanno inviato forze a sostegno dei militari nigeriani.

I jihadisti non hanno tuttavia accettato l’elezione del nuovo presidente Muhammadu Buhari, il quale li ha definiti “senza cervello e senza dio”.

Ammonta a 26 morti il bilancio del precedente attentato portato a termine da un kamikaze sabato contro una moschea, sempre a Maiduguri.