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Scontri in Nigeria, nel nord est del paese, fra l’esercito di Abuja e i miliziani del Boko Haram, il gruppo islamista e secessionista responsabile di una serie infinita di attentati a partire da quelli contro le chiese gremite di fedeli durante le principali funzioni liturgiche: in uno conflitto a fuoco nel tentativo di liberare le studentesse rapite lo scorso 15 aprile a Chibok, nello stato del Borno, sono morte oltre 40 persone; 77 delle 129 liceali sono ancora nelle mani del Boko Haram, mentre in diverse sono riuscite a fuggire.
La città di Chibok si trova nello stato del Borno, dove nel marzo scorso il ministro dell’istruzione Nyesom Wike ha disposto la momentanea chiusura del collegio femminile di Munguno e del college tecnico a Lassa, del college di Potiskum e Buni Yadi nello Stato di Yobe e del college tecnico-scientifico di Michika, nello Stato di Adamawa.
Il 28 febbraio, in occasione della visita del presidente francese Hollande in Nigeria, un commando aveva aperto il fuoco in un collegio cristiano nello Stato di Yobe, uccidendo decine di studenti e di membri del personale amministrativo.
A causa degli attacchi ormai quotidiani alla popolazione civile e persino alle chiese gremite di fedeli da parte del Boko Haram, nome che tradotto significa “L’educazione occidentale è peccato”, si è parlato di inviare nel paese africano parte delle truppe statunitensi di rientro all’Afghanistan.

