Ansa, 19 ago 12 –

”Fate pressione sui vostri governi, non lasciateci soli perche’ altrimenti la Nigeria verra’ distrutta”. L’appello arriva da monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale della Nigeria, che da mesi vive nella violenza che colpisce in gran parte la comunita’ cristiana. Anche la stessa arcidiocesi di monsignor Kaigama e’ finita sotto attacco e dall’inizio dell’anno si contano gia’ circa 800 morti. ”E’ necessaria una risposta da parte della comunita’ internazionale – sottolinea – e bisogna concentrare gli sforzi per garantire la liberta’ religiosa ai nigeriani”. Parlando alla platea del Meeting di Cl, che oggi ha aperto i lavori alla Fiera di Rimini, il vescovo che e’ diventato un po’ il simbolo di questa tragedia e della resistenza della Chiesa racconta la vita quotidiana dei cristiani che, soprattutto negli Stati del nord, ”vivono costantemente nella paura perche’ i fondamentalisti di Boko Haram colpiscono vittime innocenti, spesso fedeli a Messa, anche a Natale ci sono stati degli attacchi e delle vittime”. Ma racconta anche dei giovani cristiani della sua diocesi che esasperati ”chiedono alla Chiesa soldi per comprare armi, per vendicarsi e combattere i musulmani. Ma io dico loro che non sono un guerriero. Il mio compito e’ promuovere la pace”. Una pace minacciata anche dalle difficolta’ che vive la popolazione. La chiesa locale allora si occupa anche di ”acqua, sanita’, servizi. Giro per i villaggi, mi sento un po’ un assistente sociale mentre i funzionari del governo restano nei loro uffici con l’aria condizionata”.