di Guido Keller –
Compiendo per un biennio due passi avanti ed uno indietro, le trattative sul nucleare iraniano hanno prodotto un accordo di massima su tutti i punti, compresi quelli chiave per i quali vi era stato il muro contro muro.
E’ quanto continua a trapelare dal “5+1” di Losanna, ovvero dai colloqui ancora in corso ben oltre la scadenza del 31 luglio prefissata: l’aria che tira è quella di un rinnovato ottimismo, con il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius che ha affermato che “siamo a pochi metri dalla linea del traguardo, ma gli ultimi metri sono sempre i più difficili”. Il tedesco Franz Walter Steinmeier ha annullato la sua missione nei Paesi baltici per restare a Losanna e seguire da vicino le trattative, altro segnale che l’intesa è a portata di mano.
I tecnici sono in questo momento al lavoro per limare e mettere nero su bianco quanto stabilito dai rappresentanti dell’Iran, guidati da Abbas Araqchi, e da quelli di Francia, Gb, Usa, Russia, Cina + Germania. Sarebbero così stati superati anche gli ultimi ostacoli, ovvero la questione dell’invio da parte di Teheran del proprio combustibile nucleare in Russia e la tempistica sullo scioglimento delle sanzioni, che l’Iran chiedeva immediata, mentre gli Usa volevano graduale.
La firma definitiva all’accordo sarà posta solo in giugno, dopo che i vari parlamenti dei paesi interessati si saranno espressi: nubi all’orizzonte vi sono al Congresso Usa per le pressioni dell’israeliano Benjamin Netanyahu, come pure a Teheran, dove i deputati hanno messo sull’avviso il ministro degli Esteri Javad Zarif; è tuttavia indubbio che le trattative di questi giorni rappresenti hanno rappresentato un giro di boa per una questione difficile, che interessa prima di tutto la vita quotidiana di ottanta milioni di iraniani, i quali da anni devono fare i conti con le sanzioni dell’Onu, dell’Ue e degli Usa.
Il primo (e il più ottimista) a far sapere che l’intesa è stata praticamente fatta è stato il russo Sergei Lavrov, il quale ha fatto sapere che ci sono accordi “su tutti i punti chiave”; Obama si è collegato con John Kerry e il suo team via videoconferenza per fare il punto della situazione e il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha espresso la speranza che si sia giunti nella fase conclusiva delle trattative.

