di Enrico Oliari –

Ennesima farsa brasiliana riguardante il pluriomicida Cesare Battisti, il terrorista del gruppo eversivo “Proletari Armati per il Comunismo”, condannato in contumacia con sentenze passate in giudicato per 4 omicidi commessi fra il 1978 ed il 1979: si tratta delle uccisioni del maresciallo della Polizia penitenziaria Antonio Santoro (Udine), del gioielliere Pierluigi Torregiani (Milano), del macellaio Lino Sabbadin (Santa Maria di Sala) e dell’agente della Digos Andrea Campagna (Milano).

Arrestato nel 2007 a Copacabana dalla polizia brasiliana, Battisti vive oggi libero nel paese sudamericano dal 2011 grazie all’intervento del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il quale ne ha negato l’estradizione.

Sabato scorso, non risultando reperibile all’indirizzo di Rio de Janeiro indicato, è stato emesso un ordine di ricerca da parte del giudice di Brasilia Alexandre Vidigal.

Contattato al suo cellulare dall’Ansa, Battisti ha detto di trovarsi a Rio de Janeiro e di essere rimasto stupito del provvedimento: “Ora chiamerò il mio avvocato difensore, Luiz Eduardo Greenhalgh – ha dichiarato, spiegando poi che l’indirizzo di Rio citato nella richiesta di accertamento del giudice “é il luogo dove mi hanno arrestato nel marzo del 2007. Un nuovo indirizzo a Rio era stato comunicato alla polizia federale di San Paolo dal mio legale nell’ottobre del 2011”.

Sulla mancata estradizione di Battisti erano state espresse da parte del Presidente Napolitano, da diversi politici e dall’Unione europea parole di rammarico ed oggi il terrorista, grazie al suo protettore Lula, può girare liberamente per il Brasile per presentare, seppure fra contestazioni come  di recente nella città di Caxias do Sul, il suo libro.

Nel novembre scorso il Brasile ha stipulato con l’Italia l’acquisto di 2044 mezzi militari per il trasporto truppe (vedi in NG).