di Federica Sergi

Capriles henriqueProsegue in Venezuela lo scontro tra Maduro e il principale partito d’opposizione: il 27 luglio molte strade di Caracas sono state riempite dai manifestanti guidati da Henrique Capriles, portavoce del MUD (Mesa de la Unidad Democrática). A scatenare la nuova protesta hanno concorso due cause: in primis il ritardo da parte del CNE (Consejo Nacional Electoral) nel fissare una data per proseguire nella seconda tranche di raccolta firme al fine di attivare il referendum sulla destituzione di Maduro; in secondo luogo la petizione del PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela) al Tribunal Supremo de Justicia (TSJ) per far riconoscere come illegale il MUD.

Il governatore Capriles ha chiesto in tale occasione alla presidentessa del CNE Tibisay Lucena di essere ricevuto e di dare ascolto alla voce del popolo venezuelano. Ha inoltre ribadito le numerose avversità che hanno fatto da corollario all’intero processo di raccolta firme. Alcune addirittura sarebbero state procurate dallo stesso CNE, come nel caso della distribuzione sul territorio dei macchinari per la registrazione delle impronte digitali dei votanti. Tutto ciò ha cercato di ostacolare il raggiungimento della soglia dell’1% dell’intera popolazione come previsto dalla Costituzione. Bisogna ricordare che qualora il referendum non venisse concesso, da qui al 2019 non sarebbe possibile richiederne un altro, in quanto per legge ne è consentito solo uno per la durata di ogni mandato presidenziale.

La petizione del PSUV invece ha come prima conseguenza quella di rendere ancora più difficile un dialogo fra le due forze politiche maggiori in Venezuela. Inoltre, nel caso in cui andasse a buon fine, si teme la nascita di un regime a partito unico che non trovando più oppositori potrebbe agire totalmente incontrastato.

Secondo Jesús Chuo Torrealba, segretario generale dell’alleanza di opposizione, in tal modo si arriverebbe a “far saltare in aria la politica venezuelana”.

Ora non resta che aspettare le risposte del CNE e del TSJ per comprendere meglio quale via il Venezuela ha intenzione di intraprendere.

Nella foto: Henrique Capriles.