di Marco Paganelli –

La Nato ha reso noto che alcuni jet militari russi sono stati intercettati ieri sul mare Baltico, sul Mare del Nord e sull’Oceano Atlantico.

Il portavoce dell’Alleanza Martin Downie ha spiegato che Mosca ha compiuto tali azioni con velivoli militari, aerei cisterna e bombardieri strategici come una coppia di TU-95 che ha raggiunto la parte occidentale della Gran Bretagna per poi dirigersi verso il Portogallo scortati da caccia norvegesi, inglesi e portoghesi.

Gli eventi delle ultime ore si sono svolti esclusivamente nello spazio aereo internazionale dove sono consentiti questo tipo di voli.

Il Pentagono ha condannato tali azioni in quanto rappresentano una minaccia per l’aviazione civile e tramite il suo portavoce John Kirby ha chiesto a Putin di agire affinchè le tensioni possano diminuire.

La situazione è sempre più preoccupante in quanto la Nato ha comunicato di avere intercettato mercoledì scorso, nei cieli europei, 26 aerei da guerra del Cremlino.

L’episodio è stato minimizzato dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel ,che ha sottolineato come tali manovre non siano preoccupanti in quanto non ci sono state “violazioni significative dello spazio aereo europeo”, mentre il premier sloveno Miro Cerar, in visita a Berlino, ha interpretato l’accaduto come “una specie di messaggio” da considerare seriamente lanciato da Mosca all’Occidente sulla crisi ucraina.

Alcuni esperti di questioni geopolitiche hanno affermato nelle ultime ore che il comando strategico delle forze nucleari americane ha ordinato, martedì 28 ottobre, una vasta esercitazione basata sull’ipotesi di un conflitto nucleare su scala globale.

Essa prevedeva attacchi contro il territorio russo attuati con numerosi Stelth B2 e Caccia B-52 decollati d’urgenza dalle rispettive basi dislocate sul territorio nord americano e canadese in direzione dell’Oceano Artico; pochi giorni prima il Pentagono ha simulato l’uso di missili balistici in un’ipotetica guerra atomica combattuta contro una potenza straniera.

E’ difficile ipotizzare i motivi di tutto ciò, ma tali azioni potrebbero essere ricondotte a una mancata soluzione definitiva (eccetto la questione del gas) di problemi esistenti tra la Russia e l’Ucraina così come quelli in Siria, ovvero la lotta contro l’Isis unita a quella tra il regime e i ribelli.

I paradigmi di analisi che consentono di comprendere le attuali dinamiche geopolitiche sono soprattutto quelli usati nella guerra fredda anche se il contesto è differente in quanto è diventato multipolare dal momento che non esistono più solo due attori principali che determinano i destini mondiali.