di Gaetano de Pinto –
L’AVANA. Barak Obama è giunto oggi con la first lady e la famiglia a Cuba, in quella che è la prima visita di un presidente Usa nell’isola caraibica in 88 anni. L’ultimo era stato Cavin Coolidgne, nel 1928 e, come ha osservato Obama, “lui ci aveva messo tre giorni con una nave da guerra, io tre ore”.
Il primo saluto è stato un cubano “Que bola Cuba? Sono appena arrivato alla meta qui, non vedo l’ora di incontrare e di sentire direttamente il popolo cubano”,
Il programma del primo girono lo ha visto impegnato in una visita alla cattedrale e nell’incontro con il cardinale Ortega, quindi un passaggio in plaza de Armas, dove in centinaia lo hanno applaudito al grido “Usa, Usa”, “Barak Barak”; poi una cena creola presso lo storico ristorante San Cristobal dell’Avana.
Ad accoglierlo all’aeroporto Jose Martì il ministro degli esteri Bruno Eduardo Rodriguez Parrilla e non il presidente cubano Raul Castro, ma l’ufficio della Casa Bianca, attraverso il consigliere Ben Rhodes, ha precisato che “Non è mai stato prevista ne’ presa in considerazione una sua presenza in quella sede”. Per cui le polemiche suscitate da alcuni media sono fuori luogo, e non c’è stata nessuna “offesa”.
Le relazioni tra i due paesi si sono riaperte, anche grazie alla mediazione del Vaticano, in modo graduale a partire dal 2014, dopo 53 anni di gelo in seguito alla rivoluzione di Fidel Castro. Obama e Raul Castro si erano incontrati per la prima volta nell’aprile 2015 a Panama, al Vertice delle Americhe.
All’annuncio del viaggio di Obama erano piovute critiche dai candidati repubblicani alle primarie Ted Cruz e Marco Rubio. entrambi di origini cubane.
Incontrando lo staff dell’ambasciata riaperta nella capitale cubana, Obama ha parlato di “visita storica, un’opportunità storica”.
Il presidente Usa è arrivato a Cuba sotto un cielo plumbeo, ma anche dopo una retata della polizia che ha visto una cinquantina di attivisti dei diritti umani arrestati all’Avana, i quali manifestavano “in modo particolarmente violento”; tra loro anche alcune “Dame in bianco”, le mogli e le madri dei prigionieri politici detenuti dal regime.
Un oppositore, Antonio Rodiles, ha raccontato che “E’ stato brutale, ci sono persone con fratture e contusioni. Ci hanno picchiato duro”.
Il fatto è in contrapposizione all’intenzione di Obama di incontrare alcuni dissidenti e di affrontare il tema dei diritti umani.
Sul tavolo degli incontri previsti nelle prossime ore vi sono accordi commerciali importanti, con le compagnie aeree, navali e delle telecomunicazioni che hanno già messo la propria bandierina per aggiudicarsi i collegamenti.
E’ notizia di ieri la firma di un accordo tra la Starwood Hotels & Resorts Worldwide con Cuba per aggiudicarsi la propria fetta di mercato, grazie ad una deroga sull’embargo ottenuta dal Dipartimento del Tesoro statunitense.
Embargo che, gradualmente, dovrebbe sciogliersi nei prossimi mesi.

