di Enrico Oliari –

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è recato in visita a Hirosima, la città colpita da una bomba nucleare marcata Usa il 6 agosto 1945.

Accompagnato presso il Parco della Pace dal premier Shinzo Abe, Obama ha detto che “Dobbiamo fare il possibile per distruggere le armi nucleari”, e che “Il ricordo del 6 agosto 1945 ci permette di andare avanti e di immaginare quello che accadrà, ci permette di cambiare”, di “eliminare l’esistenza delle armi nucleari”, di “modificare il nostro stesso modo di pensare alla guerra e raccontare ai nostri figli una storia diversa”.

Niente scuse, quindi, per le 90mila vittime (in seguito 200mila) della “Little Boy”, i cui danni erano stati del tutto previsti poiché esperimenti erano stati fatti nel New Mexico, ma solo l’impegno per “un mondo libero da armi nucleari”, detto però dal presidente del paese con il maggior numero di ordigni nucleari al mondo.

“Perché veniamo qui? – ha ripreso Obama -. Per toccare con mano quanto una terribile forza ha devastato questo territorio. Per rendere omaggio alle persone che sono morte qui. Siamo qui in questa città nel punto in cui esplose la bomba, per ricordare tutti gli innocenti vittime di quella guerra e di quelle che verranno. Le loro anime ci parlano e ci ricordano cosa potremmo diventare. Dobbiamo ricordarci la storia che è fatta anche di tantissime cicatrici che sono simbolo di estremismi e imperi che sono caduti. Purtroppo sono tante le persone sacrificate nel tempo, 71 anni fa la morte è arrivata dal cielo e il mondo è cambiato. La guerra fa parte della storia dell’uomo, ma abbiamo imparato che non dobbiamo utilizzare gli strumenti che abbiamo fabbricato per far del male”.

La visita a Hiroshima è senza dubbio storica e densa di significato, come pure è toccante il gesto della deposizione della corona di fiori .

E se è difficile credere che gli Usa ridurranno l’arsenale nucleare o la spesa militare di 650 miliardi di dollari all’anno in spese militari, è altrettanto improbabile che la presenza di Obama a Hiroshima possa passare una mano di bianco sopra la storia o far riflettere al popolo statunitense, più che a quello giapponese, la devastazione che consegue l’impiego di armi nucleari.