di Guido Keller –

Il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, è tornato oggi sulla questione del ritiro delle truppe dall’Afghanistan, a soli tre giorni dalla sua visita a sorpresa nel paese mediorientale dove ha incontrato le proprie truppe.

Intervenendo dal Rose Garden della Casa Bianca, Obama ha detto che “Dal prossimo anno gli afgani saranno responsabili della loro sicurezza” ed ha spiegato che a inizio 2015 le truppe americane presenti in Afghanistan saranno 9.800, per poi essere ridotte gradualmente di circa la metà e quindi venire ad essere una “normale presenza come fatto in Iraq”.

Permangono invece i dissidi con il presidente afghano uscente, Hamid Karzai, il quale è stato escluso dalle trattative che si sono svolte a Doha, in Qatar, fra i Talebani e gli americani quasi un anno fa, un’amarezza che Karzai ha voluto rimarcare sia non sottoscrivendo l’Accordo bilaterale sulla sicurezza (Bsa) con i talebani, sia rifiutandosi di incontrare il collega americano lo scorso 25 maggio presso la base militare americana di Bagram, dov’era stato invitato.

Entrambi i candidati alla successione di Karzai, i quali andranno al ballottaggio il prossimo 11 giungo, Abdullah Abdullah (all’ex ministro degli Esteri) e Ashraf Ghani Ahmadzai (ex ministro delle Finanze) hanno già detto che firmeranno il Bsa.

“Quest’anno vogliamo portare la guerra più lunga degli Stati Uniti a una fine responsabile” – ha continuato nel suo intervento di oggi Obama, ovvero “questo è l’anno in cui concluderemo la guerra”,

Il conflitto in Afghanistan è iniziato il 7 ottobre 2001, voluto dall’amministrazione Bush in seguito all’attentato dell’11 settembre: nella prima fase vi è stata l’invasione del territorio controllato dai talebani da parte dei gruppi afghani loro ostili dell’Alleanza del Nord, mentre gli Usa e la Nato hanno fornito, nella fase iniziale, supporto tattico, aereo e logistico. Nella seconda fase, dopo la conquista di Kabul, le truppe occidentali (statunitensi e britannici in testa) hanno aumentato la loro presenza anche a livello territoriale (Operazione Enduring Freedom).

Il totale delle forze Isaf (International Security Assistance Force, a guida Nato su mandato Onu) è stato di 84.271 militari provenienti da 48 nazioni, fra le quali gli Stati Uniti 60.000, il Regno Unito 7.953, la Germania 3.084, l’Italia 2.822, la Francia 212, il Canada 620, la Polonia 1.099, la Turchia 1.035, la Romania 1.018 e la Spagna 260.