di Luca Tolu –

Domenica scorsa, in seguito ai brutali attacchi terroristici alla sede del magazine satirico Charlie Hebdo e al supermercato ebraico, più di quaranta leader mondiali sono scesi in piazza a Parigi insieme a milioni di semplici cittadini in quella che è stata probabilmente la più imponente manifestazione anti terrorismo di tutti i tempi. Insieme al Presidente francese François Hollande erano presenti alcune delle più importanti personalità politiche internazionali, tra le quali il Primo Ministro britannico David Cameron, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la Cancelliera tedesca Angela Merkel e i capi di governo di tutta Europa. Doveva essere un momento di unione per la comunità occidentale, ma Barack Obama, Presidente della nazione che più di tutti ha fatto della Guerra al terrore un imperativo della propria politica estera, incredibilmente non era presente, e la notizia è che tale gaffe è stata così imbarazzante da costringere la stessa Casa Bianca a fare un passo indietro.

Ad ammettere lo sbaglio è stato l’addetto stampa della Casa Bianca Josh Earnest  con la seguente dichiarazione: “alcuni hanno chiesto se gli Stati Uniti avrebbero dovuto inviare qualcuno con un profilo più alto rispetto all’ambasciatore in Francia, e penso che sia giusto dire che avremmo dovuto mandare lì qualcuno con un profilo più alto”.

La polemica era già nata domenica con alcune critiche apparse sui media internazionali. Tra rimproveri e scuse sono stati ipotizzati anche alcuni motivi, per quanto insufficienti. I difensori dell’amministrazione Obama hanno giustificato la grande assenza del Presidente con questioni di sicurezza e quella del Segretario di Stato Kerry con la visita in India. Tuttavia, la presenza del Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha letteralmente reso insostenibile la prima scusa, mentre nessuna spiegazione plausibile è stata suggerita per giustificare l’assenza di ulteriori validi sostituti come il Vice Presidente Joe Biden, la first lady Michelle Obama o alcuni ex Presidenti come Jimmy Carter, George Bush o Bill Clinton.

L’opposizione repubblicana, diventata maggioranza al Congresso, ha tuonato contro Barack Obama accusandolo di continuare a comportarsi come un Presidente incapace ad agire da capofila del mondo libero. Secondo il senatore Ted Cruz, tale assenza “è il simbolo della mancanza di leadership americana sulla scena mondiale. E’ un fatto pericoloso. L’attacco di Parigi, come i precedenti attentati in Israele e contro altri alleati, è una minaccia ai nostri valori”. Ha attaccato l’Amministrazione Obama anche il Senatore della Florida Marco Rubio, probabilmente un potenziale competitor nella corsa alla nomination nel Partito Repubblicano in vista delle Presidenziali del 2016. Per Rubio “soprattutto in un momento di così grande dolore, la gente non dimentica queste cose. […] Vi ricordate come ci sentivamo dopo l’11 settembre ad avere le nazioni di tutto il mondo vicine al nostro fianco prendendo parte alla nostra causa dopo che abbiamo sofferto così tanto?  I francesi oggi stanno attraversando un trauma simile”.

Oltre a rendersi conto della figuraccia, Washington ha provato anche a recuperare. La Casa Bianca ha così annunciato la visita di Kerry a Parigi insieme alla convocazione di un summit sulla sicurezza che si terrà a Washington nel mese di febbraio.

Ciò che non sarà facile da cancellare in questa brutta pagina è che l’assenza di Barack Obama sarà quasi sicuramente considerata come una conferma alle critiche che lo tormentano dall’inizio del proprio mandato. L’assenza  alla straordinaria manifestazione anti terrorismo di domenica sarà ricordata dai suoi detrattori come la grande metafora dell’intera epoca obamiana. Assenza è sinonimo di distrazione, di mancanza di volontà, di incapacità a comprendere le sensibilità dei propri alleati e quindi come una debolezza ed un deficit pericoloso per il capo di una superpotenza leader di una grande alleanza di nazioni che condividono valori e principi comuni.

In poche parole, eravamo abituati a presidenti americani che commettevano gaffe per eccesso di confidenza, oggi Barack Obama ha invertito il paradigma, e abbiamo la gaffe per deficit di leadership.

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