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Il presidente Usa si è recato con la famiglia in Gran Bretagna dove ha incontrato a Windsor la regina Elisabetta, che proprio ieri ha festeggiato i suoi 90 anni. Ha poi visto il premier David Cameron con il quale ha discusso di rapporti bilaterali e di questioni internazionali, della lotta all’Isis, della crisi ucraina e della situazione in Afghanistan, dove vi sono ancora forze Nato e Usa.

E’ invece stata polemica per la sua uscita sulla Brexit, che per il presidente andrebbe evitata al fine di contrastare “più efficacemente” il terrorismo e di preservare i vantaggi economici per la Gran Bretagna, dimostrando così l’apprensione degli Usa per il referendum che si terrà il 23 giungo.

L’intervento di Obama, rilasciato al Daily Telegraph, ha scatenato la dura reazione sul Sun del sindaco di Londra Alexander Boris de Pfeffel Johnson, il quale lo ha apostrofato “un mezzo keniano” ed ha definito il suo appello come “incoerente, inconsistente e assolutamente ipocrita”. Per Johnson “gli Stati Uniti chiedono alla Gran Bretagna di restare nell’Ue ma non cederebbero mai il controllo di così tanta parte della loro democrazia come ha fatto il Regno Unito con Bruxelles”. Ed anche il “Yes we can” di Obama è stato riadattato dagli euroscettici, per i quali la Gran Bretagna ha l’occasione “di riprendersi il controllo dei suoi confini, del suo denaro e del suo sistema di governo”.

Johnson ha affermato che Obama avrebbe fatto togliere dallo Studio Ovale il busto di Winston Churchill, “l’esempio dell’avversione ancestrale del presidente mezzo keniano per l’impero britannico, di cui Churchill fu uno dei più ferventi difensori”. In realtà il busto venne fatto rimuovere da George W. Bush.

Per i laburisti l’uscita di Johnson è stata “offensiva e razzista”.