di Guido Keller –

Il presidente Usa Barak Obama ha partecipato oggi ad una riunione coordinamento presso il Pentagono sulla lotta all’Isis, dove ha affermato che “Continueremo a combattere l’Isis senza sosta, in maniera implacabile, per cui alla fine la sua sconfitta sarà inevitabile”.

I teatri di combattimento dello Stato Islamico sono l’Iraq, la Siria e la Libia, dove in questi giorni l’aviazione Usa è impegnata nei raid contro le postazioni dell’Isis a Sirte. Questi gli argomenti discussi con il il National Security Council allo scopo di rendere sempre più efficace l’azione contro lo stato islamico e di lavorare sulla prevenzione del terrorismo, che potrebbe colpire nuovamente gli Stati Uniti.

“È più di un anno che l’Isis non consegue una vittoria importante in Iraq e in Siria”, ha costato Obama (dove, vale ricordarlo, la cosa si deve soprattutto alla Russia e alla riorganizzazione dell’esercito siriano), per quanto si debba passare lì più che mai attraverso una soluzione politica.

Sul presidente siriano Bashar al-Assad, sostenuto da Mosca, e la posizione degli Usa, che negli anni di conflitto hanno sempre armato e sostenuto finanziariamente i ribelli, e che al-Assad e il suo entourage lascino immediatamente il proprio ruolo.

Ha poi denunciato come il regime di Damasco continua sistematicamente a violare la tregua, per quanto, specialmente ad Aleppo, il regime stia combattendo i ribelli qaedisti di Jabat al-Nusra (oggi Jabar Fath al-Sham) che, proprio in base a quanto stabilito, sono come l’Isis esclusi dalla tregua.

In materia di Libia Obama ha fatto sapere di sperare che i raid statunitensi possano aprire la strada a una vittoria in tempi brevi delle forze del governo di coalizione, cioè di quello mediato dall’Onu e presieduto da Faye al-Serraj. L’operazione Usa a Sirte si chiama “Operation Odissey Lighting”, ed ha portato fino ad oggi a 9 attacchi aerei sulle postazioni sulle postazioni dell’Isis, i quali hanno colpito e distrutto “diversi obiettivi e diversi mezzi militari”. Tuttavia, come hanno riferito i consiglieri di Obama, l’Isis tuttavia resiste oltre ogni aspettativa, per cui servirà tempo per sconfiggerlo nella roccaforte libica, cosa confermata dalle intelligence statunitense e degli altri paesi.