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Da Hannover, dove si trova per un vertice sulla sicurezza, il presidente Usa Barak Obama ha ribadito in occasione di un’intervista per la Bbc che “sarebbe un errore “inviare truppe di terra (in Siria) e rovesciare il regime di al-Assad”. Ha quindi precisato che la sua affermazione vale non solo per il suo paese, ma anche per gli alleati occidentali, poiché “l’azione militare da sola non risolverebbe i problemi a lungo termine in Siria”. “Possiamo (invece) esercitare un’importante pressione internazionale su tutte le parti in causa perché si siedano al tavolo dei negoziati”, ha detto Obama, non escludendo la partecipazione di Russia e Iran. Ha quindi spiegato che “se il cessate il fuoco non regge, cercheremo di fare di tutto per ridargli impulso”. “Nel frattempo – ha aggiunto – continueremo a colpire i bersagli dell’Isis nelle zone come Raqqa”.
La tregua potrebbe saltare per l’offensiva delle truppe regolari su Aleppo e appoggiata dai raid russi e dagli Hezbollah libanesi con lo scopo di impedire la formazione di uno zoccolo duro dei jihadisti di Jabat al-Nusra (al-Qaeda), esclusi dalla tregua e spesso supportati da gruppi ribelli, come sta avvenendo proprio ad Aleppo.

